Cima di Lobbia e Monte Telegrafo: anello dal Rifugio Bertagnoli

La Cima di Lobbia e il Monte Telegrafo sono due alture che si trovano nella parte più meridionale del massiccio montuoso della Catena delle Tre Croci, esattamente tra le province di Vicenza e Verona. Il loro raggiungimento, grazie alla particolare posizione in cui esse si trovano incastonate, che fungono sostanzialmente da “spartiacque” tra gli affascinanti Monti della Lessinia e l’alta Valle prealpina del Chiampo, ci permette di apprezzare, infatti, una serie alquanto suggestiva di vedute panoramiche e, paesaggi assai diversi tra di loro.
Entrambe le sommità le possiamo raggiungere, principalmente, da due rispettivi punti: dalla località veronese di Campofontana, la più conosciuta e frequentata, oppure dal “vicentino” Rifugio Bepi Bertagnoli, come spiegato in questo articolo, attraverso un’escursione ad anello sicuramente un po’ più lunga ed, impegnativa, ma anche paesaggisticamente più variegata, poiché saliamo al cospetto del Gramolon, un notevole monte della Catena delle Tre Croci, lungo un tratto di sentiero che ci permette di ammirare maggiormente l’alta Valle del Chiampo.

I sentieri ed il percorso ad anello per raggiungere le due cime

Dal Rifugio Bertagnoli saliamo per il sentiero 207 che conduce al Passo Mesole e svoltiamo in direzione del Passo della Scagina per raggiungere, attraverso i sentieri 202 e, 205, la Cima di Lobbia. Da qui, intraprendiamo il segnavia 206, che attraversa il Monte Porto e scende all’omonima forcella, per arrivare al Monte Telegrafo; ritorniamo, quindi, alla Forcella Porto e proseguiamo, infine, lungo i sentieri 209 e, 204 per ritornare al rifugio.

Scheda tecnica

  • Difficoltà: E
  • Durata totale: 5.00/5.30 h
  • Tempi intermedi: 1.00 h per salire al Passo del Mesole, 0.30 h per arrivare al Passo della Scagina, 1.00 h per raggiungere Cima Lobbia, 1.00 h per arrivare al Monte Telegrafo (sentiero 206), 1.30/2.00 h per ritornare al Rifugio Bertagnoli
  • Dislivello complessivo: circa 900 m
  • Lunghezza: circa 14 km
  • Punto di partenza: Rifugio Bertagnoli 1225 m
  • Punto d’arrivo: Rifugio Bertagnoli 1225 m
  • Quota massima: Cima di Lobbia 1672 m
  • Rifugi e/o bivacchi: nessuno
  • Segnaletica: sentieri 207, 202, 206, 209, 204
  • Note aggiuntive: il sentiero 209 che riporta al Rifugio Bertagnoli presenta diversi passaggi stretti e scoscesi che, seppur brevi, richiedono la dovuta attenzione, nonché un passo fermo
  • Cartografia: Mappa
  • Scarica traccia GPX

Come raggiungere la Cima Lobbia dal Rifugio Bertagnoli

Raggiungiamo il Rifugio Bepi Bertagnoli, in località “La Piatta”, attraverso una strada asfaltata ben percorribile lunga circa 13 km dal fondovalle, che sale dal comune di Crespadoro (VI) passando per la piccola frazione di Campodalbero.

I posti disponibili in prossimità del rifugio non sono molti, perciò, se vogliamo parcheggiare proprio a ridosso o nelle immediate vicinanze, dobbiamo arrivare di “buonora”, altrimenti siamo costretti a lasciare l’auto presso un apposito parcheggio presente parecchio prima, opportunamente indicato, che dista, infatti, almeno 20 minuti a piedi.

Salita al Passo del Mesole

Dal parcheggio del rifugio, quindi, imbocchiamo il segnavia 207 che sale subito alla vicina Baita Milani, dove, se desideriamo tagliare di un bel po’ il percorso, possiamo già intraprendere il sentiero 221 che ci porta direttamente al Passo della Scagina. Calcolando, però, che l’escursione completa non risulta eccessivamente lunga, lo tralasciamo, restando sul sentiero 207 che porta al Passo del Mesole e, successivamente, al segnavia 202, effettuando così un giro più panoramico.

Affrontiamo, quindi, una facile sterrata, caratterizzata da una buona e costante pendenza che si snoda attraverso alcuni tornanti e, termina ad un bivio, dove l’apposito segnavia ci invita a proseguire, successivamente, lungo un sentiero parecchio più stretto che si addentra nella fitta vegetazione. Questo secondo tratto, caratterizzato da una pendenza leggermente più impegnativa rispetto al precedente, smaltita ancora da una serie di ulteriori tornanti, ci permette di raggiungere il Passo Mesole, dove svoltiamo ovviamente a sinistra per intraprendere il sentiero 202 Francesco Milani che conduce al Passo della Scagina.

Il Passo della Scagina e la Cima di Lobbia

Da adesso il percorso spiana notevolmente, caratterizzato solamente da una certa esposizione che relativamente non preoccupa, poiché il tracciato in questione risulta sufficientemente largo. Si tratta di un tratto parecchio panoramico che si sviluppa, come accennato all’inizio dell’articolo, a ridosso del Monte Gramolon, dove la sua percorrenza ci permette di ammirare per bene la parte più alta della Valle vicentina del Chiampo.

In sequenza, quindi, costeggiamo La Bella Lasta, superiamo una breve galleria e tralasciamo un paio di bivi per giungere sulla punta più alta della suggestiva Val di Freselle. Seguiamo, di conseguenza, le indicazioni per il Passo della Scagina e, subito dopo, per la Cima di Lobbia, iniziando così a percorrere il segnavia 205, dal quale affrontiamo immediatamente un breve tratto stretto che richiede attenzione. Ci rimmergiamo, successivamente, nella fitta vegetazione, che si sviluppa sul versante occidentale del Monte Laghetto, dove superiamo l’omonimo passo e proseguiamo per il faggeto lungo una traccia ben riconoscibile, caratterizzata solamente da una serie di lievi sali e scendi. Mentre, in dirittura d’arrivo alla prima cima di questa uscita, il sentiero si fa più ripido, ma solamente per un breve tratto.

Raggiungiamo, quindi, la Cima di Lobbia, vetta da dove iniziano le vedute più suggestive e panoramiche dell’intera escursione. Da qui, infatti, si apre un paesaggio assai affascinante e unico, che ci permette di ammirare interamente i Monti della Lessinia, assai caratteristici e, rinomati per le loro incantevole gobbe erbose; inoltre, sempre da questa quota possiamo intravedere, visibilità permettendo, anche la rinomata Catena del Monte Baldo. La “vicina” visuale settentrionale, invece, si sviluppa sulla dorsale più orientale della Catena delle Tre Croci, nonché sui notevoli monti Terrazzo e Zevola, con un tenue accenno su alcune punte che caratterizzano il nodo centrale del Gruppo del Carega.

Il Monte Telegrafo e giro ad anello per i sentieri 206-209-204

Dalla cima più alta dell’uscita, proseguiamo con il nostro giro per raggiungere la nostra seconda vetta, ossia il Monte Telegrafo, seguendo l’indicazione del sentiero 206, presente proprio dalla Cima Lobbia, che conduce alla Forcella Monte Porto passando per i Monti Scalette e Porto.

Il Monte Telegrafo

Il segnavia 206 è una traccia che, inizialmente, si confonde con quella che sale da Campofontana, perciò, non scendiamo e restiamo in quota seguendo il fatiscente recinto di filo spinato, che ci permette di prendere l’esatto sentiero che, successivamente, sarà facilmente riconoscibile e, nel contempo, praticabile.

Scendiamo lievemente, quindi, sulla cresta panoramica del Monte Scalette, per risalire successivamente l’imminente Monte Porto, dove sforiamo la sua sommità. Accompagnata da un’ulteriore veduta panoramica che comincia ad estendersi, questa volta, sulla nota valle veronese della Val d’Illasi, scendiamo all’omonima forcella ed effettuiamo un breve strappo, attraverso dei brevissimi sali/scendi, verso il nostro secondo obiettivo di questa uscita, ovvero la punta del Monte Telegrafo. Da qui, visibilità permettendo, la panoramica veduta si apre interamente sulla pianura padano-veneta, dalla provincia di Padova a quella di Verona, nonché sulle due rispettive vallate, sul grazioso pianoro di Campofontana e, nuovamente, sui Monti Lessini.

Ritorno per i sentieri 209 e 204

Ritorniamo, perciò, alla Forcella Porto e iniziamo a chiudere il nostro anello cominciando ad affrontare il versante opposto, lungo il sentiero 206 che conduce alla Malga Menderla e, al segnavia 209, che raggiungiamo entrambi dopo aver superato un tracciato che scende con parecchia ripidità lungo il fitto bosco.

Giunti, quindi, al relativo bivio, caratterizzato ancora da qualche bel scorcio che sporge sulla dorsale orientale della Catena delle Tre Croci e sulla piccola località di Concadalbero, svoltiamo decisamente a sinistra per intraprendere il sentiero 209, in direzione della Malga Laghetto di Sotto e, nuovamente, del rifugio. Rientriamo nel denso faggeto, affrontando, probabilmente, il percorso che richiede più attenzioni dell’intera camminata, caratterizzato da una costante discesa che, seppur risulti lievemente pendente, è caratterizzata da diversi brevi punti parecchio stretti e scoscesi che richiedono un passo fermo e, sicuro.

Giunti, invece, alla pineta, dove il sentiero ritorna relativamente più semplice, arriviamo alla Malga Laghetto di Sotto, dal quale iniziamo l’ultimo segnavia di questa uscita, il n. 204. Rincontriamo, quindi, il faggeto e manteniamo la direzione per il Rifugio Bertagnoli all’incontro delle successive indicazioni, che raggiungiamo, infine, affrontando una breve, ma faticosa salita lungo una facile scalinata.

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