Trekking ad anello Monte Grappa e Dorsale dei Solaroli da Pian di Bala

Sul Massiccio del Grappa, la Dorsale dei Solaroli è una stupenda ed aerea cresta erbosa che si innalza a nord-est della nota sommità, nonché dal famoso Sacrario Militare. Proprio da quest’ultimo, inizia un lungo e panoramico sentiero che, sviluppandosi e restando, nel contempo, parecchio in quota, ci permette di percorrere questa ammaliante cresta, contraddistinta da un sorprendente e sconfinato panorama che spazia dalla montagna alla pianura, dalle Dolomiti Bellunesi all’Altopiano di Asiago, dal Lagorai alle Piccole Dolomiti, nonché, sul lato opposto, foschia permettendo, dagli Appennini alla laguna di Venezia passando per la grande pianura veneta.
Inoltre, il tracciato presente su di essa ci permette di far visita presso alcuni dei numerosi e strazianti resti, come grotte e trincee, della Grande Guerra, di cui proprio il Monte Grappa fu uno dei principali teatri.
Percorsa, quindi, tutta la dorsale, gli stupori che ci riserva questo giro non finiscono lì, poiché altrettanto splendido è il ritorno al punto di partenza effettuando la traversata dell’affascinante Valle delle Mure, che ci regala, ancora, degli emozionanti scenari montani.
Ultima considerazione: il percorso, nel complesso, non presenta particolari difficoltà tecniche, però, esso, risulta abbastanza lungo ed è caratterizzato da diversi sali/scendi che possono aumentare lo sforzo complessivo, tuttavia, e per fortuna, sempre lungo il sentiero della dorsale, sono presenti alcune tracce che ci permettono, eventualmente, di far ritorno prima alla nostra auto, anche per eventuali repentini cambi del meteo.

I sentieri e il giro completo per percorrere tutta la dorsale

Dal parcheggio del Pian di Bala, saliamo per l’asfalto che porta l’indicazione del Cason dei Lebi, ma all’incrocio del Cason di Val Melin, svoltiamo a sinistra, superando il RIfugio Malga Val Vecia e salendo per il sentiero 151b, arrivando così alla Cima Grappa, nonché al Sacrario Militare. Da qui, seguiamo le indicazioni per Col dell’Orso e Valderoa, iniziando a percorrere il sentiero 156; tralasciamo, quindi, i vari bivi che incontriamo sino ad arrivare all’incrocio del Col dell’Orso, dove intraprendiamo la traccia che sale sul percorso maggiormente in cresta della Dorsale dei Solaroli. Seguiamo, di conseguenza, l’evidente tracciato che si sviluppa sulle punte del Monte Salarol (o Solarolo), per poi scendere alla Forcella Valderoa, dalla quale seguiamo le indicazioni per la Val delle Mure. Superiamo la Malga Salarol (Salaroli) e imbocchiamo il sentiero che conduce alla Casera Col de l’Orso, dove la svolta a destra, prima su sterrata, poi su asfalto, ci permette di far ritorno al punto di partenza.

Scheda tecnica

  • Difficoltà: E
  • Durata totale: 5.00/6.00 h
  • Tempi intermedi: 1.00/1.30 h per salire al Monte Grappa partendo dal Pian de la Bala, 1.30/2.00 h per arrivare al bivio della cima Col dell’Orso, 1.00 h per affrontare il percorso in cresta sino alla Forcella Valderoa, 0.30 h per scendere alla Malga Salarol (Salaroli), 1.00 h per ritornare al punto di partenza
  • Dislivello complessivo: circa 850 m
  • Lunghezza: quasi 18 km
  • Punto di partenza: Pian de la Bala 1390 m
  • Punto d’arrivo: Pian de la Bala 1390 m
  • Quota massima: Monte Grappa 1775 m
  • Rifugi e/o bivacchi: Rifugio Malga Val Vecia 1540 m, Rifugio Bassano 1750 m
  • Segnaletica: sentieri CAI 151b, 156
  • Note aggiuntive: nessuna
  • Cartografia: Mappa – Tabacco 051
  • Scarica traccia GPX

Da Pian de la Bala saliamo sino al Monte Grappa e al Sacrario Militare

L’escursione ad anello al Monte Grappa e alla Dorsale dei Solaroli la possiamo iniziare a svolgere sostanzialmente da due punti: il noto Sacrario Militare della Grande Guerra, in prossimità, peraltro, del Rifugio Bassano, oppure il piccolo parcheggio del Pian di Bala.

Gli accessi in auto

Il motivo, però, che ci spinge ad optare per la seconda opzione è, soprattutto, per subire un’ascesa parecchio minore proprio nell’ultima fase della camminata. I due rispettivi punti di partenza, tuttavia, sono entrambi raggiungibili in auto attraverso ben 3 rispettive strade provinciali (fonte massicciodelgrappa.it): la SP148, la più conosciuta ed importante e che consigliamo, infatti, di intraprendere, la SP140, dalla frazione di Semonzo (Borso del Grappa – TV) e, la SP141, denominata anche “Strada Dorsale”, poiché si tratta di una strada che, ad una certa quota, risulta sufficientemente larga per il passaggio di una singola auto, sviluppandosi, però, proprio “a picco” sulla vasta pianura veneta, quindi magnificamente panoramica, ma allo stesso tempo, parecchio impressionante.
Noi, alla fine, per raggiungere il Pian de la Bala, abbiamo optato per l’ultima strada sopracitata, ma, ad aprile 2022, c’era ancora il divieto di transito per manutenzione, probabilmente per un’adeguata messa in sicurezza; consigliamo, quindi, prima di metterci in viaggio, di informarci presso i comuni sottostanti. In ogni caso, intraprendiamo la SP148 che dovrebbe essere sempre aperta e “sfruttiamo” il Sacrario come punto d’inizio, peraltro in prossimità del Rifugio Bassano, punto d’appoggio ideale per iniziare un eventuale “terzo tempo”.

Salita al Sacrario Militare

Dal Pian de la Bala, quindi, iniziamo la salita alla Cima Grappa e alla splendida Dorsale dei Solaroli imboccando la facile strada asfaltata che porta l’indicazione sia del Rifugio Val Vecia, che del Cason dei Lebi, salendo quindi con moderata pendenza sino a giungere al Cason Val di Melin, dal quale tralasciamo le indicazioni della Croce e del Cason dei Lebi, per proseguire verso sinistra, con la medesima pendenza, sino al Rifugio Malga Val Vecia. Già da questo punto, e siamo appena all’inizio, intuiamo subito che quello che ci aspetta da qui in poi sarà un susseguirsi di splendidi e sorprendenti scenari panoramici. Da questa prima malga, infatti, possiamo iniziare ad ammirare per bene la splendida e ammaliante Valle delle Mure, incastonata dalle suggestive dorsali erbose dei Solaroli, che al momento può impressionare per la notevole distanza, ma per fortuna non è proprio così, e del Monte Meatte; inoltre, visibilità permettendo, possiamo già iniziare ad intravedere alcuni notevoli monti delle Dolomiti, come le Alpi Feltrine e le note Pale di San Martino.

Continuiamo, quindi, con la nostra camminata, seguendo, appunto, le indicazioni per il Monte Grappa, procedendo ancora verso sud attraverso un largo e facile sentiero che si immerge nel grazioso bosco con una pendenza, però, leggermente maggiore rispetto a quella precedente. Superata la vegetazione, invece, il paesaggio inizia ad aprirsi, in assenza di foschia, dalla vasta distesa della Pianura Padana sino ad intravedere, persino, alcune punte della catena degli Appennini.
Proseguiamo, di conseguenza, verso ovest, attraverso un sentiero più stretto, ma sempre abbastanza semplice, per salire verso l’oramai visibile Sacrario Militare del Grappa, giungendo così, inoltre, al Rifugio Bassano. In questo particolare luogo, che rappresenta solamente una piccola parte di quello che fu l’avvenimento della Prima Guerra Mondiale, il tempo di riflessione che possiamo dedicare, purtroppo, presso questa struggente opera non è, e non sarà, mai troppa… .

Dal Monte Grappa, il percorso in cresta della Dorsale dei Solaroli

Ritornando a noi, invece, il nostro “presente”, la cima del Monte Grappa, com’è facile intuire, decreta l’inizio dello spezzone di questa escursione più panoramico e aereo, che si estende, sempre visibilità permettendo, dal mare alla montagna (una descrizione più accurata del paesaggio preferiamo riservarla al raggiungimento dell’effettivo tratto in cresta); infatti, proprio tra l’Ossario Austriaco e il Rifugio Bassano, incontriamo l’indicazione per il Col dell’Orso, la vetta più alta della Dorsale dei Solaroli.

Iniziamo la dorsale

Imbocchiamo, quindi, il segnavia 156, che inizia a scendere con moderata pendenza lungo una mulattiera parecchio facile; superiamo, successivamente, un breve tratto delimitato da una rete da cantiere aperto in entrambi i varchi, probabilmente per una certa pericolosità di caduta mattoni dal piccolo fabbricato presente sopra di noi, dal quale, comunque, prestiamo la dovuta attenzione. Superato codesto, continuiamo a scendere ulteriormente dove, in dirittura d’arrivo alla Croce dei Lebi, il sentiero diventa sostanzialmente una traccia, comunque sempre ben riconoscibile, caratterizzata, nel contempo, da sporadici e facili balzi rocciosi e, da una pendenza leggermente superiore alla precedente. Sul fattore storico, inoltre, incontriamo, ed incontreremo nuovamente, com’era peraltro presumibile sin dall’inizio dell’uscita, numerosi resti della Grande Guerra, come trincee e postazioni.
Giunti, quindi, al piccolo valico della Croce dei Lebi, dove arriva, inoltre, un sentiero che parte proprio dal Pian de la Bala, proseguiamo per l’evidente ed ancora facile traccia che ci permette di restare in quota, affrontando una serie di brevi, nonché leggeri, sali/scendi che ci conducono ad un ulteriore bivio, quello dell’Anello Naturale del Grappa, un eventuale secondo punto di fuga, ed iniziamo, di conseguenza, a risalire con moderata pendenza verso l’effettivo percorso in cresta della codesta dorsale.

Il percorso in cresta

Superiamo, quindi, subito un altro incrocio e ci manteniamo sul sentiero per dirigerci presso una prima vetta, quella del Monte Casonet; avanziamo e arriviamo ad un ulteriore bivio, dove arriva nuovamente un sentiero che giunge sempre dalla Valle delle Mure, ma per proseguire il nostro itinerario in cresta seguiamo le indicazioni per il Col dell’Orso, quindi verso la visibile traccia di sinistra, portandoci, così, finalmente, alla panoramica vetta. Da qui, sino al Monte Salarol (o Solarolo), inizia, infatti, il tratto aereo, tuttavia non pericoloso, più emozionante dell’intera escursione: una facile e riconoscibile traccia che si sviluppa in leggeri sali/scendi lungo le varie punte del Monte Salarol, dalla quale essa, trovandosi proprio in cresta, ci dà l’ammaliante possibilità di ammirare una costante veduta a 360° che sconfina, di nuovo, dal mare alla montagna.

Da qui, come la vetta del Monte Grappa, il paesaggio, soprattutto durante le giornate parecchio terse, parte, dalle lontane punte degli Appennini per passare alla Laguna di Venezia, nonché alla vasta pianura veneta. Dal versante opposto, invece, la veduta è tipicamente alpina, e si estende notevolmente abbracciando i rilievi montuosi delle province di Vicenza, Trento, Belluno e Treviso. I gruppi montuosi, infatti, che possiamo riconoscere chiaramente sono, rispettivamente: il Gruppo del Carega, l’Altopiano di Asiago, la Catena del Lagorai e della Cima d’Asta, le Alpi Feltrine, le Pale di San Martino, le Dolomiti Bellunesi, le Dolomiti di Zoldo e, infine, le ulteriori vette delle Prealpi Bellunesi, tra cui il Cesen, il Pizzoc e i monti dell’Alpago.
Superate, quindi, tutte le punte del Monte Solarolo, il tratto più elevato dell’uscita si conclude ed iniziamo, per forza di cose, la lunga discesa che, dalla codesta dorsale, ci riporterà alla Valle delle Mure; una moderata pendenza, infatti, ci fa giungere alla Forcella Valderoa, dal quale incontriamo, nuovamente, le opportune indicazioni.

Tuttavia, il tratto di cresta della Dorsale dei Solaroli non sarebbe proprio concluso; infatti, ci sarebbe un’ultima sommità da raggiungere, quella, appunto, del Monte Valderoa, che si trova proprio davanti ai nostri occhi, che ci permetterebbe di ammirare ancor di più, il paesaggio nord-orientale dell’escursione, caratterizzato, principalmente, dagli ulteriori rilievi delle Prealpi Bellunesi.

Il ritorno ad anello per la splendida Valle delle Mura

Quindi, dalla Forcella Valderoa, seguiamo le relative indicazioni, svoltando a destra per iniziare a percorrere la visibile traccia, ancora relativamente facile, che si sviluppa, inizialmente, sul pendio meridionale del Monte Solarolo. Raggiunta, invece, la Malga Salarol (o Salaroli), il sentiero si trasforma in una facile carrareccia che scende ancora con moderata pendenza sino ad arrivare al bivio del percorso “Tra Storia e Malghe”, dal quale possiamo intraprendere, di nuovo, un classico sentiero che ci permette di tagliare un po’ la via del ritorno, altrimenti, possiamo restare tranquillamente sul tracciato principale che porta alla Casera Domador, per poi svoltare a destra e riprendere, quindi, la direzione del nostro punto di partenza. Noi, data ancora la relativa semplicità, decidiamo di intraprendere il sentiero, che scende lungo il bosco di nuovo con moderata pendenza, eccetto proprio qualche brevissimo tratto maggiormente inclinato.

Giungiamo, quindi, alla Casera Col de l’Orso e intraprendiamo la semplice sterrata che prosegue, ovviamente, verso destra, iniziando così a percorrere un altro spezzone di camminata, nonostante l’assenza di panoramicità, assai suggestivo e paesaggistico: stiamo parlando, come preannunciato all’inizio, della splendida e, avvolgente Valle delle Mure. Questo percorso, infatti, si sviluppa attraversando un’affascinante distesa erbosa, incorniciata, nuovamente, nonché in primis, dalla Dorsale dei Solaroli, dal Monte Meatte e, ovviamente, in lontananza, dal Monte Grappa.
Affrontiamo, quindi, ahinoi di nuovo, un’ultima ascesa, fortunatamente sempre moderata, tranquilla e facile, che si protrae, però, sino alla fine della camminata, superando il Cason del Sol e giungendo, successivamente, al piccolo Laghetto di Val delle Mure. Ritorniamo, infine, sull’asfalto della SP141 che, quest’ultimo, ci riporta direttamente al parcheggio del Pian de la Bala.

Se il nostro punto di partenza fosse stato, invece, il Monte Grappa, nonché il Rifugio Bassano, dal Pian de la Bala ci aspetterebbe ancora un bel spezzone di moderata salita. Le indicazioni per affrontare, eventualmente, quest’ultimo tratto sono indicate nel paragrafo “Salita al Sacrario Militare”.

Domande frequenti (FAQ) e considerazioni finali

Sul Massiccio del Grappa, l’escursione alla Dorsale dei Solaroli, sia se partiamo dalla Cima Grappa che dal Pian di Bala, è un’uscita abbastanza lunga, con un buon dislivello complessivo e diversi sali/scendi che possono relativamente incrementare l’impegno fisico. D’altro canto, però, data proprio la cospicua lunghezza, non sono presenti “strappi” particolarmente impegnativi; inoltre, tutto il percorso non presenta né particolari difficoltà, né un’esposizione marcata, neanche nel tratto di cresta della dorsale.

Se dobbiamo guardare il dislivello, converrebbe sicuramente svolgerlo in senso antiorario, così da evitare un’ultima ascesa nella fase finale della camminata, quando, infatti, siamo proprio più stanchi. Però, paesaggisticamente parlando, svolgerlo in senso orario come abbiamo fatto noi è tutta un’altra cosa, perché esso ci dà la splendida possibilità di ammirare per bene, man mano che avanziamo, le affascinanti montagnole erbose della dorsale, nonché tutto il panorama circostante.

I periodi migliori per affrontare questa escursione sono sicuramente la primavera inoltrata e, soprattutto, l’autunno, sia per la tipica colorazione che contraddistingue questa stagione, sia per avere una maggiore probabilità di incontrare una giornata abbastanza limpida. Anche in estate questa uscita può essere affrontata, ma prestiamo attenzione alle previsioni, poiché la dorsale è soggetta a forti contrasti tra la calda pianura e il freddo delle montagne, causa, quindi, di eventuali temporali. D’inverno, invece, visibilità parlando, si incontrano le giornate più limpide, tuttavia dobbiamo assicurarci per bene qual è lo stato della neve sul percorso, soprattutto quello che riguarda la dorsale.

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