Trekking al Col Santo e Col Santino e, giro per il Rifugio Lancia

Il Col Santo ed il Col Santino sono due vette che sorgono sulla fascia nord-ovest del noto massiccio del Pasubio, in territorio trentino. La salita a queste due sommità è un’escursione che, finora, risulta ancora poco conosciuta, rispetto, ad esempio, al classico trekking delle 52 gallerie che, di fatto, rende rinomato l’intero gruppo montuoso. Però, proprio per la sua moderata notorietà, questo percorso ad anello ci permette di scoprire una parte totalmente inedita del Pasubio, caratterizzato da una sequenza di vastissimi panorami che sporgono su numerosissimi e notevoli gruppi montuosi, accompagnati da un affascinante tratto contraddistinto da un grande pianoro erboso assolutamente incantevole, forse uno dei migliori che abbiamo finora vissuto. Infine, si tratta di un trekking che, almeno sino alla sommità del Col Santo, risulta nel complesso relativamente facile, soprattutto per chi possiede un minimo di preparazione fisica; la salita al Col Santino, invece, richiede qualche “accortezza” escursionistica in più ma, grazie alla presenza di un sentiero che porta direttamente al Rifugio Lancia, fortunatamente quest’ultima tappa non è assolutamente obbligatoria.

I sentieri e il percorso completo per raggiungere le due cime

Dalla località di Cheserle (TN), imbocchiamo il sentiero 132B che sale sino al bivio “Torno”. Da qui, svoltiamo verso destra per giungere all’Alpe Alba, dal quale saliamo una ripida collinetta per imboccare il sentiero che conduce alla vetta del Col Santo. Scendiamo, quindi, alla Sella dei Colsanti per salire al Col Santino, oppure per intraprendere già la via del ritorno in direzione del Rifugio Lancia (sentiero 131). Proseguiamo per il sentiero 131A, saliamo alla seconda vetta dell’escursione e scendiamo, dopo aver affrontato diversi tornanti, all’Alpe Pozze. Da qui, infine, attraverso una facile sterrata contrassegnata rispettivamente con i segnavia 120 e 101, ritorniamo al punto di partenza.

Scheda tecnica

  • Difficoltà: E
  • Durata totale: 5.00/5.30 h
  • Tempi intermedi: 0.30 h per salire alla località Torno, 0.30 h per giungere all’Alpe Alba, 1.00 h per salire alla vetta del Col Santo, 0.30 h per scendere alla Sella dei Col Santi, 0.30 h per salire alla cima del Col Santino, 0.30/1.00 h per scendere all’Alpe Pozze, 1.30 h per ritornare al punto di partenza passando per il Rifugio Lancia
  • Dislivello complessivo: poco più di 900 m
  • Lunghezza: circa 16 km
  • Punto di partenza: Località Cheserle 1370 m
  • Punto d’arrivo: Località Cheserle 1370 m
  • Quota massima: Col Santino 2118 m
  • Rifugi e/o bivacchi: Rifugio Vincenzo Lancia 1825 m
  • Segnaletica: sentieri SAT 132B, 131, 131A, 120, 101
  • Note aggiuntive: la salita al Col Santino richiede qualche esperienza in più rispetto al resto del percorso ma, una volta che giungiamo alla Sella dei Colsanti, essa è una tappa che può essere tranquillamente evitata, imboccando, quindi, il sentiero 131 che scende direttamente al Rifugio Lancia
  • Cartografia: Mappa – Tabacco 056 – Kompass 101
  • Scarica traccia GPX

Da Cheserle, la salita al Col Santo passando per l’Alpe Alba

Saliamo con la propria auto una stradina asfaltata ben percorribile che raggiunge la località di Giazzera, una piccola frazione di Trambileno (TN), dalla quale seguiamo le indicazioni per arrivare al Rifugio Lancia percorrendo ancora una stretta careggiata ben praticabile. Quando l’asfalto finisce, invece, parcheggiamo la nostra macchina sul primo posteggio che troviamo disponibile, poiché l’inizio del nostro giro si trova proprio in prossimità.

Sentiero delle Pale e Alpe Alba

Dalla località di Cherserle, quindi, ci incamminiamo per la salita ai rispettivi “Col Santi” imboccando il sentiero 132B, denominato anche “Sentiero delle Pale”, che si addentra nel fitto faggeto. Si tratta di un percorso, sino alla località Torno, relativamente semplice, caratterizzato da una buona e costante pendenza, intervallata, comunque, da alcuni brevi tratti alquanto faticosi. L’unico passaggio, invece, che può presentare qualche complessità in più lo incrociamo proprio in prossimità del bivio, caratterizzato da un corto e ripido “strappo” in ascesa, che richiede l’appoggio delle mani per agevolarne l’affronto. Una difficoltà, quest’ultima, che viene sicuramente “alleggerita” già dai bei scorci panoramici che possiamo iniziare ad ammirare, che ci garantiscono, di lì a poco, un paesaggio assolutamente favoloso.

Giungiamo, quindi, all’incrocio della località Torno, contraddistinta da una graziosissima baita, e svoltiamo verso destra percorrendo, da adesso, una facile carrareccia caratterizzata ancora da una costante salita, ma meno intensa rispetto alla precedente. Un’ascesa che ci conduce sul tratto, a proprio discrezione, più emozionante dell’intera escursione, contraddistinto dall’incantevole pianoro erboso dell’Alpe Alba, incorniciato, come precedentemente accennato, da un maestoso panorama che si apre assai su numerosissimi e notevoli monti delle Prealpi Gardesane, nonché della Val Lagarina, come l’intera Catena del Monte Baldo, dove distinguiamo bene la Cima Valdritta del Monte Baldo ed il Monte Altissimo di Nago, le Alpi di Ledro, il Gruppo del Monte Stivo e, delle Tre Cime del Bondone; inoltre, graziati dalla fantastica giornata assai limpida, allungandoci ulteriormente possiamo intravedere chiaramente alcune cime che caratterizzano l’Adamello, il gruppo della Presanella e delle Dolomiti di Brenta.

Verso il Col Santo

Accompagnati, quindi, da questo fantastico paesaggio, costeggiamo una serie di graziose baite e giungiamo all’indicazione del sentiero 132 che scende direttamente al Rifugio Lancia, una valida deviazione se desideriamo già chiudere il giro. All’altezza della suddetta indicazione, usciamo dal tracciato e saliamo verso sinistra, fiancheggiando un’ulteriore baita, la ripida gobba erbosa, dove inseguiamo alcuni paletti di legno che ci permettono di raggiungere un’evidente traccia, che prosegue facilmente lungo una cresta nuovamente assai panoramica. Seguiamo quest’ultima, ovviamente, verso destra, in direzione dell’ormai evidente Col Santo, immettendoci, successivamente, sulla traccia più stretta che arriva sulla modesta sella del Dos dell’Anziana.

Affrontiamo, quindi, un’ultima e faticosa salita che arriva alla vetta del Col Santo; da qui, il panorama è altrettanto fantastico, completamente aperto a 360° su consistenti e notevoli gruppi montuosi: le ulteriori cime che caratterizzano il Massiccio del Pasubio, il gruppo del Carega, i Lessini, di nuovo i diversi monti che contraddistinguono la fascia settentrionale delle Prealpi Gardesane, il gruppo della Vigolana, la Catena del Lagorai e della Cima d’Asta, i monti dell’Altopiano di Folgaria e dell’Altopiano di Asiago, il Monte Grappa ed, infine, ancora le montagne dell’Adamello, della Presanella e delle Dolomiti di Brenta.

L’ascesa al Col Santino e giro per il Rifugio Lancia

Dalla croce, proseguiamo su una traccia ancora facile ed evidente, che perde parecchia quota per atterrare alla Sella dei Colsanti. Anche questo bivio, dal quale inizia il segnavia 131 che scende direttamente al rifugio, ci permette di chiudere anticipatamente il giro, nell’eventualità, soprattutto, di voler evitare la salita alla cima del Col Santino.

Il Col Santino

L’intero percorso di questa seconda vetta, che rappresenta una parte del Sentiero Fausto Andrighettoni, presenta, infatti, qualche difficoltà escursionistica in più rispetto a quella affrontata finora: una salita moderatamente ripida caratterizzata da un sentiero parecchio stretto, con un breve tratto, oltretutto, che si sviluppa in forte esposizione, la deviazione alla cima che non presenta un segnavia preciso, infine, la successiva discesa, che richiede di nuovo un passo fermo e sicuro.

Dalla sella, quindi, affrontiamo alcuni tornanti in salita, superiamo il relativo tratto in esposizione e giungiamo ad un bivio, non esplicitamente segnalato, ma comunque abbastanza intuibile, che conduce alla cima. Imbocchiamo, perciò, la traccia che prosegue verso sinistra che, in prossimità della vetta, sostanzialmente sparisce, ma, con un minimo di accortezza, riusciamo lo stesso a rintracciarla. La punta del Col Santino è contraddistinta da un esiguo ometto, dalla quale si apre un panorama che protende maggiormente su ulteriori cime che compongono il massiccio del Pasubio, tra cui quelle della Val d’Astico e della Val Posina, nonché sulla Cima Palon e sul Roite, non raggiungendo, tuttavia, la stessa magnificenza che abbiamo potuto ammirare dalla precedente sommità.

Discesa al Rifugio Lancia

Ripercorriamo, di conseguenza, a ritroso la via appena percorsa che ci riporta al bivio e proseguiamo, quindi, per il sentiero precedentemente abbandonato, che ci risulta ancora parecchio stretto, richiedendo di nuovo un passo sicuro. Scendiamo, con costante e moderata pendenza, lungo diversi tornanti per arrivare all’Alpe Pozze, dal quale cominciamo a chiudere il nostro giro, percorrendo una sterrata parecchio facile e tranquilla che ci accompagnerà praticamente sino alla nostra auto. Percorriamo, quindi, il segnavia 120 che ci conduce al Rifugio Vincenzo Lancia e proseguiamo, successivamente, per il n. 101 che scende lungo la Pozza Rionda, dalla quale seguiamo le indicazioni per Malga Cheserle e, Giazzera per ritornare al punto di partenza.

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