Via Ferrata Brigata Tridentina al Pisciadù

In prossimità del Passo Gardena, al cospetto del maestoso gruppo del Sella, la salita al Rifugio Pisciadù attraverso la via ferrata Brigata Tridentina, denominata anche Ferrata Pisciadù. La ferrata, di media difficoltà, presenta alcuni tratti abbastanza impegnativi, soprattutto nella parte finale che, comunque, può essere evitata raggiungendo direttamente il rifugio. Il panorama, che si apre sui massicci gruppi montuosi del Puez-Odle e delle Dolomiti Orientali di Badia, appagherà assolutamente l’impegno sostenuto per raggiungerlo.

Salita al Rifugio Pisciadù attraverso la ferrata Brigata Tridentina

Dal parcheggio imbocchiamo il sentiero 666 (29A) che in breve tempo ci conduce all’attacco della ferrata. La ferrata, di media lunghezza e difficoltà, presenta un bivio dove, a seconda delle proprie condizioni fisiche, decideremo se restare o uscire dalla via attrezzata e raggiungere direttamente il Rifugio F. Cavazza. Da quest’ultimo, chiudiamo il giro proseguendo lungo il sentiero 666 attraverso un ghiaione, ben attrezzato nella fase iniziale, ossia quella più ripida, che permetterà di ritornare nuovamente alla nostra auto.

Difficoltà: EEA
Tempi di percorrenza: 2.30 h per la prima parte (quella più lunga) della ferrata e arrivare al bivio, 0.30/0.45 h per la seconda parte (quella più impegnativa), 1.30 h per ritornare al parcheggio
Dislivello complessivo: 700 m
Punto di partenza: Piazzale via ferrata Brigata Tridentina 1956 m
Punto d’arrivo: Piazzale via ferrata Brigata Tridentina 1956 m
Quota massima: Rifugio Pisciadù F. Cavazza 2585 m
Presenza rifugi e/o bivacchi: Rifugio Pisciadù F. Cavazza 2585 m
Segnaletica: sentieri CAI 666 (29A) – 666A
Note aggiuntive: poiché l’attacco è facilmente accessibile, la via ferrata molto spesso è affollata, aumentando così i tempi di percorrenza; l’ultima parte della ferrata, che può essere comunque evitata, presenta qualche punto più impegnativo e atletico
Mappa e traccia GPS del percorso: Scarica traccia GPX

Come raggiungere l’attacco della Ferrata Pisciadù

Per raggiungere il parcheggio, provenendo da Corvara in Badia seguiamo le indicazioni per il Passo Gardena. Passata la località di Colfosco, dopo alcuni tornanti, dobbiamo controllare un’insegna che porta la scritta della Brigata Tridentina: proprio lì troveremo un grande parcheggio dove possiamo lasciare la nostra auto. Indossiamo già il kit da ferrata e imbocchiamo il sentiero 666 (29A) in direzione della Ferrata Pisciadù, che raggiungeremo in circa 10 minuti di camminata.

Iniziamo con un breve tratto attrezzato, molto spesso umido e quindi scivoloso, abbastanza verticale, alternato da diversi appoggi rocciosi e pioli metallici. Superato questo breve pezzo, manteniamo il sentiero che prosegue verso sinistra in direzione della cascata: proprio in prossimità di quest’ultima inizia la ferrata Pisciadù, portante la targhetta commemorativa della Brigata Tridentina.

La ferrata Brigata Tridentina: caratteristiche e difficoltà

La prima parte della via attrezzata, ossia quella più lunga, è caratterizzata dalla presenza di parecchi appoggi prevalentemente rocciosi, in alcuni punti “aiutati” dall’installazione di qualche piolo, permettendo così di utilizzare la fune metallica solo per assicurarsi. Sia in prossimità della gola del Rio Pisciadù, sia prima di raggiungere il bivio che permette di uscire dalla via ferrata, incontriamo dei brevi tratti molto esposti, dove il proseguimento viene comunque “garantito” dai numerosi appoggi rocciosi e dai pioli metallici.

Quando arriviamo al bivio, a seconda delle proprie condizioni fisiche, possiamo decidere se concludere la ferrata proseguendo sul sentiero di sinistra che ci condurrà direttamente al Rifugio Pisciadù, oppure proseguire per la via attrezzata. Da tener bene a mente: quest’ultima parte, molto più breve rispetto a quella precedente, presenta qualche tratto più impegnativo, alternati sempre tra pioli metallici, scalette e appoggi rocciosi, ma più verticali e più atletici (dovremo eseguire anche qualche spaccata per salire). Aggirata una piccolissima cengia e superato il caratteristico ponte tibetano, la ferrata è praticamente conclusa.

Il Rifugio F. Cavazza al Pisciadù e la discesa per la Val Setus

Raggiungiamo, quindi, il Rifugio Cavazza al Pisciadù, dove possiamo ammirare l’omonimo laghetto e il bellissimo panorama che si apre sul maestoso gruppo del Puez-Odle e sulle Dolomiti orientali di Badia.

Cominciamo, quindi, a chiudere il giro proseguendo per il sentiero 666, scendendo però lungo il canalone della Val Setus, nella prima parte parecchio attrezzato nei punti più impegnativi per agevolare la discesa. Superati parecchi tornanti, all’incontro del bivio che conduce al Passo Gardena, continuiamo a scendere lungo il sentiero 666A, in direzione del parcheggio Pisciadù.

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Tecnico informatico, web designer

Iscritto dal 2015 presso il CAI di Padova come socio ordinario, ho deciso di creare questo sito web per condividere con tutti le escursioni che ho effettuato, sia per i neofiti che vorrebbero, chissà, iniziare, sia per gli escursionisti incalliti aventi già una buona esperienza dell’ambiente montano dove, ogni vostro consiglio, osservazione e parere sarà bene accetto. Ti piace questo blog e ti piacerebbe averne uno anche tu? Contattami scrivendo a sebastiano@itineraridimontagna.it o visita la pagina "About me".

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