Rifugio e Monte Castelberto da Passo Fittanze: escursione ad anello

L’affascinante e nota zona della Lessinia è caratterizzata da una varietà di percorsi molto suggestivi e panoramici. Inoltre, grazie alla loro complessità parecchio ridotta, essi li possiamo affrontare, condizioni permettendo, in qualsiasi periodo dell’anno, dalla fiorente primavera all’emozionante stagione invernale, per caso, dopo un fortunato, nonché consistente, ciclo nevoso, come questo fantastico trekking con la neve sulla Cima Sparavieri e sul Monte Tomba.

Tuttavia, un’ulteriore escursione ad anello, di pari fascino, come descritta in questo articolo, è la salita al Monte e Rifugio Castelberto dal Passo Fittanze: un giro sempre abbastanza facile e alla portata quasi di tutti, ma che, nonostante ciò, non pregiudica delle aspettative “sobrie”. Difatti, quasi tutto il percorso, sin dall’inizio della camminata, ci permette di ammirare una serie di sorprendenti vedute che si affacciano, principalmente, sulle varie Prealpi Gardesane, con una netta predominanza del Monte Baldo, e su vari monti che contraddistinguono una cospicua fascia alpina della regione Trentino. Inoltre, quello che può rendere questa uscita ancora più allettante è il passaggio, per tutta la durata dell’uscita, presso diverse malghe tipiche del Parco Naturale della Lessinia che, di fatto, caratterizzano questa suggestiva zona prealpina, semmai, con l’occasione di assaporare qualche loro tipico prodotto locale.

I sentieri e il percorso completo per svolgere la salita alla cima

Dal Passo Fittanze imbocchiamo brevemente il sentiero che porta alla Malga Lessinia, ma all’opportuna indicazione, seguiamo il “percorso consigliato” per il Rifugio Castelberto, svoltando quindi verso sinistra per Malga Coe di Ala e percorrendo la facile traccia che attraversa, inoltre, le varie malghe che fanno parte di questa zona. Manteniamo, quindi, l’indicazione per il nostro rifugio “obbiettivo” seguendo di conseguenza, in successione, le direzioni per le Malghe Lavachione, Revoltel e Coe di Ala; superata quest’ultima, seguiamo ancora le indicazioni per il Rifugio Castelberto, che raggiungiamo senza particolari incertezze. Da qui, chiudiamo l’anello seguendo palesemente il largo sentiero che scende verso sud, passando quindi per la Malga Lessinia. Al “Bivio del Pidocchio”, imbocchiamo la riconoscibile traccia che taglia sulla destra, ritornando, quindi, al “Passo” di partenza.

Scheda tecnica

  • Difficoltà: E
  • Durata totale: 4.15 h
  • Tempi intermedi: 1.15 h per raggiungere la Malga Lavachione, 1.00 h per salire alla Malga Coe di Ala, 0.30 h per arrivare al Monte e Rifugio Castelberto, 1.30 h per ritornare al Passo Fittanze
  • Dislivello complessivo: 550 m
  • Lunghezza: circa 15 km
  • Punto di partenza: Passo Fittanze della Sega 1393 m
  • Punto d’arrivo: Passo Fittanze della Sega 1393 m
  • Quota massima: Monte Castelberto 1765 m
  • Rifugi e/o bivacchi: Rifugio Castelberto 1765 m
  • Segnaletica: sentieri 180 (Giro delle Malghe), 111, 250
  • Note aggiuntive: nessuna
  • Cartografia: Mappa – Tabacco 059, Kompass 100
  • Scarica traccia GPX

La salita al Monte e Rifugio Castelberto dal Passo Fittanze

Il percorso ad anello alla cima del Monte Castelberto inizia esattamente dal Passo Fittanze della Sega (Erbezzo – VR), facilmente raggiungibile, sia dal Veneto che dal Trentino, attraverso la SP14: proprio dal Passo, alla sinistra della strada asfaltata che conduce alla Malga Lessinia, imbocchiamo la breve sterrata che porta alla riconoscibile Malga Fittanza. Proseguiamo, di conseguenza, attraverso un’evidente, larga e facile traccia, che si sviluppa lungo un caratteristico prato erboso, che ci conduce presso un “fatiscente”, ma tipico, recinto di filo spinato, dal quale possiamo ammirare già, una fantastica vista panoramica che si affaccia sull’intera catena montuosa del conosciuto Monte Baldo, una veduta, codesta, che sostanzialmente ci accompagnerà per tutta la durata dell’uscita.

Arriviamo, quindi, nei pressi di un cancelletto, dove incontriamo subito le segnalazioni per il Rifugio Castelberto, raggiungibile per le ambedue direzioni percorribili; infatti, da qui, possiamo decidere con quale senso svolgere il giro ad anello che sale sino all’omonima sommità: percorrerlo in un verso rispetto all’altro non comporta nessuna differenza di difficoltà, tuttavia, confermiamo che affrontarlo in senso orario, a propria discrezione, risulta maggiormente scenografico ed interessante (difatti, le indicazioni presenti in loco indicano quest’ultimo senso come il “percorso consigliato”). Svoltiamo, quindi, verso sinistra, in direzione, come porta la scritta, per la Malga Coe di Ala, proseguendo lungo un tracciato ancora largo e facile e, costantemente panoramico, che, successivamente, scende in modo lieve costeggiando un caratteristico bosco. Incontriamo, nel frattempo, delle ulteriori segnalazioni, dove proseguiamo in direzione della Malga Cornafessa, che però non raggiungeremo, fiancheggiando, poi, seppur con una certa lontananza, la Malga Maia; continuiamo, quindi, per forza di cose, a perdere ulteriormente quota sino a giungere ad un bivio, dal quale seguiamo le indicazioni per le malghe Cornafessa e Lavachione e, ovviamente, per il Rifugio Castelberto.

Ci inoltriamo, di conseguenza, nel grazioso bosco, salendo con moderata pendenza la larga e semplice sterrata che ci porta, una volta nuovamente fuoriusciti, presso la paesaggistica Malga Lavachione. Da qui, proseguiamo l’ascesa verso destra, reimmergendoci nel bosco ancora su comoda sterrata, seguendo le indicazioni per la Malga Revoltel, che anch’essa raggiungiamo. Fuoriusciamo, perciò, ancora dalla fitta vegetazione, per riprendere con una facile e larga traccia erbosa che ci porta presso un’ulteriore e caratteristica malga: la Coe di Ala. Superiamo anche codesta, proseguendo la salita sino ad arrivare all’incrocio del sentiero 111, dal quale possiamo riconoscere palesemente, alla nostra sinistra, il Rifugio Castelberto e l’omonima cima.

Discesa ad anello ritornando per la Malga Lessinia

Quindi, un ultimo, nonché breve, strappo sino alla sommità del Monte Castelberto per fare un’eventuale sosta, ma, soprattutto, per ammirare pienamente il panorama che circonda questo affascinante luogo: la veduta, infatti, si apre interamente sulle Prealpi Gardesane Orientali, contraddistinte dai noti Monte Baldo, il Monte Altissimo di Nago, il Monte Stivo e le Tre Cime del Bondone; dietro ad esse, inoltre, possiamo distinguere chiaramente le vette dell’Adamello e il conosciuto gruppo montuoso delle Dolomiti di Brenta. Spostando lo sguardo verso est, invece, la visuale è indubbiamente dominata dai monti delle Piccole Dolomiti, ovvero dal Massiccio del Pasubio, dal Gruppo del Carega e dalla Catena delle Tre Croci; infine, la sommità del Monte Castelberto, grazie alla sua modesta elevazione, ci permette di ammirare le principali, nonché ulteriori, cime che caratterizzano l’altopiano della Lessinia, come la Cima Sparavieri, il Monte Tomba e il Corno d’Aquilio.

Dal Rifugio e Monte Castelberto, iniziamo, inoltre, a chiudere il giro, scendendo per il breve tratto che abbiamo percorso precedentemente e proseguendo diritti per l’inconfondibile e, facile, sentiero 250 che conduce alla Malga Lessinia. Superiamo, quindi, quest’ultima e proseguiamo la nostra semplice discesa sino a giungere in prossimità del “Bivio del Pidocchio”, dal quale riusciamo ad individuare chiaramente una traccia, ancora facile, che esce sulla destra; la imbocchiamo, superando l’ultima malga di questa uscita, il Baito Roccopiano. Affrontiamo, di conseguenza, un pendio in discesa maggiormente pendente, ma comunque parecchio breve, e giungiamo, infine, presso il tratto percorso inizialmente che parte dal Passo Fittanze, ritornando così alla nostra auto.

Domande frequenti (FAQ) e considerazioni finali

Il percorso ad anello che porta al Monte Castelberto è relativamente semplice e non presenta particolari difficoltà tecniche da superare; l’esposizione, inoltre, è totalmente assente. Il tracciato da percorrere è ben riconoscibile per tutta l’uscita, facile e sempre parecchio largo. Infine, l’indicazione per raggiungere il Rifugio Castelberto è indicata su ogni bivio che incontriamo durante la relativa salita, perciò è quasi impossibile perdersi.

Questa uscita, a propria discrezione, si può affrontare in qualsiasi periodo dell’anno. Forse, paradossalmente, data la moderata quota, il periodo sconsigliato è proprio quello estivo, specialmente in quei giorni di eccessivo caldo e afa. Durante il periodo invernale, invece, si può svolgere con una relativa tranquillità, sia in presenza di un affascinante manto nevoso, poiché il tracciato è parecchio frequentato anche in questo periodo, quindi più battuto, sia se la neve, “purtroppo”, viene a mancare. Ovviamente, a seconda delle condizioni di codesto periodo, è sempre richiesto un adeguato equipaggiamento, come ciaspole e/o ramponcini.

Sui Monti Lessini esistono diversi percorsi di trekking che possiamo svolgere facilmente e senza un eccessivo impegno. Uno di questi, altrettanto conosciuto e frequentato, è il giro ad anello che sale, rispettivamente, alla Cima Sparavieri e alla vetta del Monte Tomba, nonché al Rifugio Primaneve. Anch’essa, si tratta di un’escursione che si può svolgere in qualsiasi periodo dell’anno e che ci regala alcuni scorci panoramici assolutamente stupendi. Inoltre, se abbiamo la fortuna di godere di un consistente manto nevoso (vedi foto), l’affascinante paesaggio che ci circonda per tutta l’uscita si trasforma in un fantastico e suggestivo scenario tipicamente “lunare”.

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