Il Monte Pizzoc è una montagna di modesta elevazione (1565 m) delle Prealpi Trevigiane, la più alta, comunque, della provincia di Treviso. La sua sommità, la “Piazza della Pace”, punto d’arrivo molto panoramico, e il Rifugio Città di Vittorio Veneto, situato praticamente a ridosso di essa, sono raggiungibili da diversi sentieri di varie lunghezze.
Noi li abbiamo raggiunti attraverso due escursioni ad anello che risalgono il monte rispettivamente dai versanti nord e sud. Entrambi i percorsi sono molto caratteristici e presentano due ambientazioni abbastanza differenti tra di loro: quello dal versante nord, che inizia dal Rifugio Alpino Vallorch, si svolge principalmente lungo il suggestivo e fitto bosco di faggio del Cansiglio, quello dal versante opposto, invece, che parte dalla località Le Briglie (a circa 3 km dal centro di Fregona), è un giro più panoramico, poiché si affaccia sull’immensa distesa della Pianura Padana e sui monti circostanti del comune di Vittorio Veneto.

Il percorso da Vallorch, lungo l’affascinante bosco del Cansiglio

Dalla località di Vallorch, percorriamo il sentiero S sino all’incrocio della Strada del Taffarel. Qui, proseguendo per la traccia (non segnalata) che si congiunge con il Sentiero Naturalistico 980-H3 (TV1), procediamo sino al bivio del segnavia F2, dove svolteremo a destra seguendo l’ottima segnaletica per un breve tratto. Infatti, ad un certo punto, essa la dovremo abbandonare per imboccare una traccia, segnalata solo da qualche esiguo ometto, che prosegue verso sinistra (sentiero E7). Usciti dal bosco, percorriamo i sentieri che conducono al Monte Pizzoc e al rifugio e, scendiamo lungo la strada asfaltata sino ad un piccolo parcheggio, dove rincontriamo la Strada del Taffarel. Imboccando quest’ultima, arrivati all’incrocio del sentiero F3, prendiamo la traccia che scende alla destra della Strada, che ci condurrà nuovamente al punto di partenza.

Scheda tecnica

  • Difficoltà: E
  • Durata totale: 5.00/5.30 h
  • Tempi intermedi: 1.30/2.00 per arrivare al bivio dei sentieri 980-H3 e F2, 1.00 h per arrivare al Monte e Rifugio Pizzoc, 1.00 h per scendere al parcheggio della Strada del Taffarel, 1.30 h per ritornare al Rifugio Vallorch
  • Dislivello complessivo: circa 700 m
  • Lunghezza: 18,50 km
  • Punto di partenza: Rifugio Vallorch 1120 m
  • Punto d’arrivoRifugio Vallorch 1120 m
  • Quota massima: Monte Pizzoc 1565 m
  • Rifugi e/o bivacchi: Rifugio Città di Vittorio Veneto 1547 m
  • Segnaletica: sentieri S, 980-H3, E7, H3, Strada del Taffarel F
  • Note aggiuntive: percorso che presenta alcuni tratti dove la segnaletica è completamente assente, consigliato attrezzarsi con mappa cartacea, bussola e traccia GPS
  • Mappa e traccia GPX

Come raggiungere il Monte Pizzoc dal Rifugio Alpino Vallorch

Raggiungiamo facilmente con la propria auto la località di Vallorch, precisamente l’omonimo rifugio alpino. Dal comodo parcheggio, iniziamo la salita al Monte Pizzoc imboccando la strada asfaltata che sale al vicino e grazioso Villaggio Cimbro, dove svolteremo a sinistra per incontrare subito un altro bivio: quello dei sentieri naturalistici F1 e S.

Percorso del sentiero S sino al Col della Feda

Avendoci prefissato di effettuare un giro un po’ più lungo e “alternativo”, svoltiamo a destra seguendo le indicazioni del Sentiero Naturalistico S, che sale lo stupendo, colorato e fitto bosco di faggio, una peculiarità che di fatto caratterizza l’Altopiano del Cansiglio, soprattutto durante il periodo autunnale.

Seguiamo, quindi, l’ottima segnaletica presenti sui diversi tronchi, affrontando nel contempo una rilevante pendenza. Arriviamo ad un altro bivio, dove lasciamo le indicazioni bianco-rosse che proseguono diritte, per seguire la traccia del sentiero S che continua verso destra (successivamente comunque segnalato), che salirà sino all’incrocio della Strada del Taffarel (sentiero F). Ignoriamo quest’ultima e proseguiamo diritti per la stretta e riconoscibile “scia” che “rientra” nel bosco ancora più fitto, dove per la gran parte il percorso risulterà abbastanza intuibile, nonostante la segnaletica sia completamente assente. Quando quest’ultima ricomincerà ad essere ben visibile, cerchiamo di riprenderla per permetterci di confluire sul Sentiero Naturalistico 980-H3 (TV1), dell’Alta Via n.6, in prossimità del Col della Feda.

Se a propria disposizione, oltre alla mappa, disponiamo di una bussola o di un navigatore gps con la relativa traccia da seguire non è affatto una brutta teoria, soprattutto per il bivio che descriviamo nel paragrafo successivo.

Sentiero Naturalistico 980-H3 (TV1), E7 e Monte Millifret

Entranti, quindi, sulla traccia 980-H3, proseguiamo verso sud risalendo il Pian De Le Fede: la segnaletica, nonostante sia molto sbiadita, è sufficientemente presente.
Arriviamo ad un altro incrocio, quello della traccia F2, dove svoltiamo verso destra affrontando di nuovo una modesta salita accompagnata, comunque, da un’ottima segnaletica.

Superiamo un piccolo e particolare spiazzo erboso e, da qui, prestiamo attenzione ad imboccare la traccia giusta che porta al Monte Pizzoc: abbandoniamo il percorso ben segnalato che prosegue diritto e cerchiamo di individuare un paio di esigui ometti postati verso la nostra sinistra, in quanto le indicazioni di svolta per il sentiero E7 sono totalmente assenti; dobbiamo affrontare una breve salita per rincontrare di nuovo la necessaria segnaletica, che da qui sino all’uscita dal bosco sarà sufficientemente visibile, oltre alla riconoscibile traccia presente sul suolo.

Affrontato, perciò, il Monte Millifret, tutto ad un tratto ci troveremo fuori dal bosco e ai nostri occhi si aprirà subito uno stupendo panorama sulla piccola Val Lipisina, sul Lago di Santa Croce e, ovviamente, sul Monte Pizzoc.

In alternativa, se desideriamo affrontare un percorso meno lungo e con una difficoltà di orientamento relativamente minore, da Vallorch possiamo seguire le indicazioni iniziali del Sentiero Naturalistico F1, raggiungendo così l’incrocio della traccia F2 e della Strada del Taffarel. Qui, svoltiamo a sinistra, imboccando la “Strada” che ci permetterà di raggiungere un altro incrocio, quello della traccia F3, che imboccheremo salendo così il Valon De Le Ortighe. Usciti dal bosco, superiamo l’Oselada e le Casere Pizzoc per raggiungere il rifugio e la vetta del monte.

Il Monte Pizzoc e il Rifugio Città di Vittorio Veneto

Raggiungiamo, quindi, passando per la Croda Marza e le Casere Pizzoc, il Rifugio Città di Vittorio Veneto e la sovrastante “Piazza della Pace”, che si trovano alla nostra sinistra, per godere appieno del fantastico panorama che caratterizza la sommità del Monte Pizzoc.

Bensì la sua altitudine sia tutto sommato modesta, da qui possiamo immediatamente scorgere monti e gruppi montuosi di una certa importanza, come il Monte Grappa, il Col Visentin, il gruppo della Schiara, il Monte Pelmo, l’Antelao e i monti dell’Alpago, tra cui ne citiamo alcuni come il Col Nudo, il Monte Venale e il Monte Cavallo. Inoltre, “alle spalle” del Col Visentin, riusciamo ad intravedere persino i monti delle Pale di San Martino, la Marmolada e la cima del Gruppo del Sella, il Piz Boè. Oltre a ciò, se intoppiamo una di quelle giornate completamente limpide, la veduta che volge verso la Pianura Padana arriva a scorgere perfino i Colli Euganei e la Laguna di Venezia.

Giro ad anello attraverso la Strada del Taffarel e il Vallone Vallorch

Riprendiamo, quindi, con la nostra escursione proseguendo per la strada asfaltata che scende con modesta pendenza tra il Pian de Gesia e, i monti Pecolin e Col Varnier. Arriviamo, pertanto, presso un piccolo parcheggio, dove imboccheremo la larga e suggestiva Strada del Taffarel (percorso F), rientrando così nel bosco. La percorriamo sino a raggiungere uno stretto tornante, presso il Valon de le Ortighe, all’incrocio del sentiero F3, dove noteremo un’evidente traccia ben segnalata che, inizialmente, costeggia sulla destra la strada principale.

Scendiamo, quindi, attraverso questo sentiero secondario che, sebbene sia caratterizzato da un’esigua pendenza abbastanza facile, è piuttosto lungo e può relativamente stancare i piedi poiché è abbastanza sconnesso. Scesi alla “base” del Vallone Vallorch, incontreremo una serie di informazioni dove seguiremo ovviamente le indicazioni per Vallorch, che in breve tempo ci condurranno al parcheggio di partenza.

Il percorso, più impegnativo e panoramico, dalla località Le Briglie

Dal parcheggio Le Briglie (o La Briglia), saliamo per il sentiero 981a e raggiungiamo la conca di Cadolten, dove seguiremo le indicazioni per il sentiero W.B. Berry che arriva direttamente al rifugio e Monte Pizzoc. Da qui, proseguiamo per le Casere Pizzoc e svoltiamo a sinistra scendendo per il sentiero 980 (TV1). Opzionale, la deviazione, più panoramica, per la Casera Taffarel e la Tana del Tupo per ricongiungerci successivamente con il sentiero principale. Arrivati al bivio della strada forestale, svoltiamo a sinistra per ritornare al punto d’inizio.

Scheda tecnica

  • Difficoltà dell’escursione: E
  • Durata totale: 4.30/5.00 h
  • Tempi intermedi: 1.30/2.00 per arrivare la conca di Cadolten, 1.00 h per raggiungere il Monte e Rifugio Pizzoc attraverso il Sentiero del Bracconiere e W. B. Berry, 0.30 h per incontrare il bivio del segnavia 981 lungo il sentiero 980, 0.30 h la deviazione della Casera Taffarel e della Tana del Lupo, 1.00 h per ritornare alle Briglie
  • Dislivello complessivo: circa 1100 m
  • Lunghezza: 16 km
  • Punto di partenza: La Briglia 576 m
  • Punto d’arrivoLa Briglia 576 m
  • Quota massima: Monte Pizzoc 1565 m
  • Rifugi e/o bivacchi: Rifugio Città di Vittorio Veneto 1547 m
  • Segnaletica: sentieri 981a, Sentiero del Bracconiere 981, Sentiero W. B. Berry, H3, 980
  • Note aggiuntive: nessuna
  • Mappa e traccia GPX

Come arrivare al Rifugio e Monte Pizzoc dalla località La Briglia

Arriviamo, prima, con la nostra auto al comune di Fregona (TV) e saliamo, per circa 3 km, la piccola frazione di Sonego, dove si trova il parcheggio della località Le Briglie, raggiungibile sempre in macchina attraverso, però, una stretta strada che in alcuni brevi punti è abbastanza ripida e non completamente asfaltata; eventualmente, possiamo parcheggiare a Sonego, ma dobbiamo affrontare ulteriori 200 m di dislivello.

Sentiero “Terra Nera” 981a sino alla conca di Cadolten

Cominciamo, quindi, l’ascesa al Monte Pizzoc percorrendo la stradina asfaltata che sale verso destra, incontrando immediatamente l’indicazione, sulla sinistra, del sentiero 981a della “Terra Nera”, che imboccheremo.

Affrontiamo, quindi, per circa 2 ore, attraverso il fitto bosco, un percorso relativamente facile, caratterizzato da una costante e considerevole pendenza che, una volta aggirato il Monte Croce, sfocia nuovamente sulla stradina asfaltata del Sentiero Nino Lot (1036a). La ripercorriamo per un breve tratto per raggiungere la località di Cadolten dove, all’altezza delle relative indicazioni, prima del capitello di San Floriano, ritorneremo all’interno dell’intenso bosco imboccando il “Sentiero del Bracconiere” n.981 che sale sulla sinistra, indicato anche come Sentiero W.B. Berry.

Sentiero W.B. Berry, la cima e il rifugio del Pizzoc

Riprendiamo, quindi, ad affrontare una rilevante pendenza interrotta dalla presenza di un largo spiazzo erboso, dove seguiremo nuovamente le indicazioni del Tenente Berry che proseguono a destra, abbandonando, perciò, il Sentiero del Bracconiere. Riaffrontiamo, seppur breve, di nuovo una cospicua pendenza, per salire, successivamente, la traccia che si snoda lungo il Pian de Gesia attraverso le Casere Croce, caratterizzata da diversi tratti in salita alternati da “momenti” pianeggianti.

Costeggiato il Crep Longo e arrivati sulla comoda strada asfaltata, adibita altresì al passaggio delle auto, proseguiamo verso sinistra per raggiungere, di conseguenza, la “cima” del Monte Pizzoc, la “Piazza della Pace”, per appagarci subito del fantastico panorama che ci appare davanti ai nostri occhi e il Rifugio Città di Vittorio Veneto, trovasi nelle immediate vicinanze.

Giro ad anello attraverso il sentiero 980 TV1

Proseguiamo, quindi, con la nostra camminata percorrendo la stradina sterrata che lievemente scende verso l’Agriturismo “Le Crode”, che sfioreremo. Appena superiamo quest’ultimo, in prossimità delle Casere Pizzoc, incrociamo il bivio del sentiero 980 TV1, dove svolteremo a sinistra percorrendo un tratto dell’Alta Via N.6 delle Dolomiti. Però, prima di cominciare a chiudere questo percorso ad anello, decidiamo di effettuare un breve strappo percorrendo la traccia di destra, che sale presso un importante punto panoramico che si affaccia sulla sottostante Val Lapisina, sul Lago di Santa Croce e sui monti circostanti dell’Alpago.

Ritornando sui nostri passi, scendiamo lungo il largo sentiero dell’Alta Via caratterizzata, sino all’incrocio della strada forestale, da una buona pendenza mai tecnicamente difficile.
Ad un certo punto rincontriamo l’indicazione del segnavia 981 del “Sentiero del Bracconiere”, dove possiamo imboccare una deviazione (non obbligatoria) più caratteristica e panoramica: passando per la Casera Taffarel e il fitto bosco, scendiamo alla Tana del Lupo, dove svolteremo verso destra affrontando dei ripidi prati alternati con tratti boschivi, per sfociare, infine, sul sentiero 980 che abbiamo precedentemente abbandonato (l’ultima parte di questa deviazione non risulta molto segnalata, pertanto bisogna prestare attenzione in qualche breve punto per non perdere la traccia).

Ritornati, quindi, sul sentiero “principale”, superiamo un ultimo punto panoramico che si affaccia sulla pianura e sulle colline di Vittorio Veneto e, raggiungiamo la Madonna dell’Agnelezza. Adesso, scendiamo lungo un tratto relativamente facile che arriva sino al Bus dei Valon, dove incroceremo una strada forestale; svoltiamo, quindi, a sinistra, iniziando così a costeggiare il Rio Dolza, dove in breve tempo saremo di ritorno al punto di partenza de La Briglia.

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