Monte Fertazza e Ristoro Belvedere: escursione ad anello da Pescul

Dall’ammaliante Val Fiorentina, uno dei monti sicuramente più conosciuti e frequentati di questa fascia alpina è quello del Monte Fertazza, sia d’inverno, per la presenza delle diverse piste sciistiche, che d’estate, dove le relative seggiovie, per un certo lasso di tempo, le rimettono in funzione per giungere con facilità presso i rispettivi ristoranti Fertazza e Belvedere. Tuttavia, il Monte Fertazza può soddisfare anche chi desidera svolgere una camminata mediamente impegnativa, affrontando un sentiero relativamente facile che ci porta, anch’esso, a raggiungere la punta più alta del codesto monte, ovvero la Cima dei Viai, che ci permette, per di più, di raggiungere l’apice panoramico dell’intera uscita. Infatti, questa escursione, seppur risulti relativamente facile, sin dall’inizio della camminata è caratterizzata da un susseguirsi di sorprendenti vedute paesaggistiche che si affacciano, sostanzialmente, sulla suggestiva Val Fiorentina, nonché sugli innumerevoli monti sovrastanti che contraddistinguono una considerevole fascia delle fantastiche Dolomiti; la cima, invece, è una veduta a 360° “esplosivamente” meravigliosa, praticamente inaspettata per chi la raggiunge per la prima volta, che ci permette di ammirare, di fatto con un estensione ancora più notevole, degli ulteriori massicci Dolomitici, molti di questi tra i più conosciuti.

I sentieri e il percorso completo per arrivare alla cima

Dal parcheggio degli impianti di risalita di Pescul, imbocchiamo il segnavia 569 che porta le indicazioni per i ristori Fertazza e Belvedere e, la Cima Fertazza; seguiamo, quindi, le relative direzioni man mano che incontriamo i vari bivi presenti durante l’ascesa. Al Ristoro Fertazza, saliamo per la pista sciistica per giungere al Ristoro Belvedere, nonché alla vicina sommità. Da quest’ultimo ristorante, intraprendiamo il sentiero 568, superando, inizialmente, La Cesela e seguendo, successivamente, le indicazioni per la Forcella Pecol. Raggiunta codesta, oltrepassiamo il Rifugio Salander e scendiamo, attraverso il sentiero 561, in direzione di Pescul.

Scheda tecnica

  • Difficoltà: E
  • Durata totale: 4.00 h
  • Tempi intermedi: 1.30 h per salire al Ristoro Fertazza, 0.45 h per salire alla Cima Fertazza, 0.45 h per giungere alla Forcella Pecol, 1.00 h per ritornare a Pescul
  • Dislivello complessivo: 700 m
  • Lunghezza: circa 12 km
  • Punto di partenza: Pescul (Val Fiorentina Seggiovie) 1433 m
  • Punto d’arrivo: Pescul (Val Fiorentina Seggiovie) 1433 m
  • Quota massima: Cima Fertazza (Cima dei Viai) – 2101 m
  • Rifugi e/o bivacchi: Ristoro Fertazza 1839, Ristoro Belvedere 2082, La Cesela 2050 m
  • Segnaletica: sentieri CAI 569, 568, 561
  • Note aggiuntive: nessuna
  • Cartografia: Mappa – Tabacco 015
  • Scarica traccia GPX

Come arrivare (a piedi) al Monte Fertazza e al Ristoro Belvedere

Dalla suggestiva Val Fiorentina, per raggiungere interamente a piedi il Ristoro Belvedere e, di conseguenza, il Monte Fertazza, il sentiero da intraprendere è il n. 569 che parte dall’ampio parcheggio degli impianti di risalita “Val Fiorentina”, nella piccola frazione di Pescul del comune di Selva di Cadore, opportunamente indicati lungo la SP251, che, quest’ultima, attraversa tutta la valle in questione collegando la Val Pettorina con la nota Val di Zoldo. Dal parcheggio, infatti, proprio a destra degli impianti, incontriamo subito le relative indicazioni per la Cima Fertazza e, per i due rispettivi ristoranti che si trovano in quota, ossia il Ristoro Fertazza e, ovviamente, il Ristoro Belvedere.

Sentiero 569

Ci incamminiamo, quindi, lungo il segnavia 569, caratterizzato da una facile e larga sterrata mai particolarmente faticosa, che si immerge lungo un suggestivo e rilassante bosco quasi totalmente caratterizzato da abeti rossi che, nonostante ciò, ci offrono anche la “cortese” opportunità, durante la relativa salita, ad ammalianti scorci panoramici che si affacciano, ovviamente, sulla stupenda Val Fiorentina e, sui numerosi, nonché notevoli, monti sovrastanti Dolomitici, dove un’appropriata descrizione nel dettaglio preferiamo riservacela a cima “conquistata”.

Superiamo, quindi, i vari bivi che incontriamo in questo spezzone di ascesa, presenti nelle rispettive località di Costazza, Val de Pozena, Al Bait e La Locia, dalle quali manteniamo, con indicazioni “lampanti”, la direzione per il Fertazza, continuando sempre ad affrontare una semplice salita.
Arriviamo, quindi, al Ristoro Fertazza, dal quale, ovviamente, seguiamo ancora le indicazioni per la Cima Fertazza, intraprendendo, per una prima parte, l’evidente sterrata che sale sulla destra, dove l’inclinazione, però, aumenta considerevolmente, per poi proseguire, seguendo sottostante, i vari piloni della seggiovia Fertazza. Successivamente, la traccia, ancora sufficientemente riconoscibile, volta di nuovo verso destra, costeggiando la pista sciistica, dalla quale la relativa pendenza, soprattutto nell’ultima parte, aumenta ulteriormente, dando così un ultimo bel strappo che piega, nella fase conclusiva, verso sinistra, in direzione dell’oramai raggiunto Ristoro Belvedere.

Tuttavia, la relativa fatica affrontata in quest’ultima parte, viene sicuramente ripagata dallo stupendo scenario montano che costantemente si riaffaccia sulla Val Fiorentina e sugli innumerevoli monti sovrastanti. Ma la nostra ascesa, però, non è ancora definitivamente conclusa: infatti, ci manca di raggiungere il punto più panoramico di tutta l’escursione, ovvero la cima del Monte Fertazza, (la Cima dei Viai), codesta raggiungibile con un ultimo, breve e facile tratto che sale proprio alla destra del Ristoro Belvedere.

Panorama del Monte Fertazza

Da questa sommità, infatti, possiamo ammirare “un’esplosione” di rilievi e gruppi montuosi, una sorprendente veduta a 360° sui numerosi monti che caratterizzano una gran parte nota delle affascinanti Dolomiti. Lo scenario nord, che verge sulla Val Fiorentina, è dominato, indubbiamente, dai numerosi rilievi che caratterizzano le stupende Dolomiti Ampezzane, come il gruppetto del Nuvolau, la Tofana di Rozes, il Monte Cernera, il Monte Formin, il Mondeval, la Croda da Lago e il Gruppo del Sorapiss, mentre, più in lontananza, si aggiungono le Dolomiti Orientali di Badia, con il Lagazuoi, Settsass e le Punte di Fanes e, le Dolomiti Cadorine, con le Marmarole e l’Antelao. Le vedute orientali ed occidentali, invece, sono rispettivamente “conquistate” dall’imponente Monte Pelmo e, dai gruppi montuosi della Marmolada e Sella. La vista meridionale, infine, è tutta dedicata allo stupendo Lago di Alleghe, circondato dal notevole, nonché sovrastante, Monte Civetta, che manifesta tutta la sua maestosità, mentre in lontananza riusciamo ad intravedere le numerose punte che caratterizzano l’affascinante gruppo delle Pale di San Martino. Insomma, questa vetta è veramente un qualcosa di sensazionale!

Giro ad anello scendendo per la Forcella Pecol (sentieri 568 e 561)

Dal Ristoro Belvedere iniziamo, inoltre, anche il nostro ritorno, ad anello, che avviene scendendo per la Forcella Pecol, nonché per il Rifugio Salander, che però, dobbiamo calcolare già, risulta chiuso. La scelta di fare questo giro è condizionata, soprattutto, dalla scoperta di ulteriori scenari circostanti che può offrire questo noto monte, in questo caso volti quasi interamente sull’imponente, nonché famoso, Monte Pelmo. Anche questa parte di percorso, tuttavia, presenta più di qualche tratto, seppur abbastanza breve, parecchio pendente, però, sempre relativamente alquanto semplici. In alternativa, comunque, se preferiamo scendere con una sicurezza più “confortante”, poiché lo conosciamo già, possiamo tranquillamente ritornare per il percorso intrapreso precedentemente nell’andata.

Dal Ristoro Belvedere, quindi, seguiamo le indicazioni per Malga Fontanafredda, ovvero per il sentiero 568, proseguendo inizialmente per la larga traccia erbosa in falsopiano, per poi affrontare una discesa parecchio ripida che supera il Ristoro La Cesela, quest’ultimo aperto. Seguiamo, di conseguenza, la sterrata che ci porta al bivio della “Civetta Bike Tour”, nonché alle indicazioni delle varie località raggiungibili con le piste sciistiche. Restiamo sulla sterrata, proseguendo quindi verso destra, dal quale riaffrontiamo ancora una marcata discesa e dove incessantemente il Monte Pelmo continua a dominare la scena di questa seconda parte dell’uscita.

Giungiamo, perciò, ad un altro bivio, dove seguiamo la direzione per Forcella Pecol e Palùi, proseguendo ancora per la facile sterrata, adesso, fortunatamente, meno inclinata rispetto al tratto antecedente. Man mano che proseguiamo, la veduta resta nuovamente, con una certa piacevolezza, sul Monte Pelmo fintantoché non giungiamo presso un ulteriore incrocio, dal quale svoltiamo decisamente verso sinistra per seguire, nuovamente, l’indicazione per Forcella Pecol, iniziando così a percorrere il sentiero 561. Continuiamo ad affrontare, quindi, una larga sterrata che attraversa un grazioso pascolo, giungendo alla Forcella Pecol e superando, successivamente, di nuovo un tratto misto erboso/terroso, poi nuovamente sterrato, che presenta ancora degli ultimi passaggi parecchio pendenti, soprattutto in dirittura d’arrivo al Rifugio Salander, che troviamo chiuso. Da qui, svoltiamo a sinistra riprendendo sulla larga, nonché classica, sterrata, relativamente più tranquilla e moderatamente scoscesa, che ci regala degli ultimi graziosi scorci prima di addentrarsi nel piacente bosco di abeti, il “Bosco delle Foglie”, analogamente come la prima parte dell’uscita. Approdati, infine, sulla Strada Provinciale, quest’ultima la percorriamo per un breve tratto, seguendo, di conseguenza, l’indicazione per Pescul, che ci riporta, di conseguenza, al parcheggio di partenza della seggiovia “Val Fiorentina”.

Domande frequenti (FAQ) e considerazioni finali

Il giro ad anello del Monte Fertazza è un percorso che, complessivamente, non presenta particolari difficoltà tecniche: esso, infatti, si sviluppa interamente su larghe tracce, sterrate ed erbose. La pendenza è abbastanza costante e mediamente ripida, eccetto qualche breve tratto maggiormente scosceso, che incontriamo sia in salita che in discesa, che quest’ultima, certamente, richiede qualche cautela in più; il dislivello complessivo, comunque, richiede un minimo di preparazione fisica. La segnaletica è sempre ben presente ed il tracciato altrettanto riconoscibile. L’esposizione, infine, è totalmente assente, eccetto la massima sommità del Fertazza, ma che, tuttavia, non comporta complicazioni.

L’anello del Monte Fertazza lo possiamo svolgere tranquillamente in entrambi i versi, però, in senso antiorario, come, di fatto, l’abbiamo realizzato noi, ci permette di godere con maggiore “fermezza” e tranquillità gli vari scorci panoramici che ci offre la salita del sentiero 569.

Il periodo ideale per svolgere questa escursione comprende (quasi) tutte e quattro le stagioni. Nel periodo invernale, infatti, il sentiero 569, anche con la presenza di neve, generalmente viene battuto facilitandole, così, la relativa salita sino al Ristoro Fertazza. Successivamente, costeggiamo la pista da sci, come nel tratto estivo, per arrivare, quindi, al Ristoro Belvedere. Da qui, però, non sappiamo se possiamo svolgere il giro completo anche d’inverno come abbiamo fatto noi in questo caso, in quanto il tracciato di ritorno si svilupperebbe, per la gran parte, ancora lungo le piste sciistiche; eventualmente, facciamo tranquillamente ritorno per lo stesso sentiero dell’andata. Richiesta, comunque, un’adeguata dotazione tecnica in relazione al periodo di frequentazione e allo stato del tracciato.

Ci troviamo nel bel mezzo della bellissima Val Fiorentina, una valle, codesta, che sorge proprio nel cuore delle Dolomiti del Veneto. Di conseguenza, i trekking che possiamo svolgere nelle vicinanze, a circa un’ora d’auto da Pescul, sono una miriade, ovviamente di varie difficoltà e lunghezze. Tuttavia, ne vogliamo elencare tre, circa del medesimo impegno, che nel fattore panoramicità, sicuramente, non ci deluderanno affatto:

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