Sentiero dei Kaiserjager e Gallerie del Lagazuoi dal Passo Falzarego

Sentiero dei Kaiserjager e Gallerie del Lagazuoi dal Passo Falzarego

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Il “Sentiero dei Kaiserjager” è un percorso attrezzato molto panoramico che permette di raggiungere la Cima Lagazuoi, caratterizzata da uno sorprendente e vasto panorama a 360° sulle famosissime Dolomiti circostanti. Dal rifugio dell’omonima cima, l’itinerario in questione “scende” attraverso le buie e umide Gallerie del Lagazuoi, scavate e utilizzate dai soldati italiani durante la Grande Guerra, con lo scopo di sorprendere l’esercito austriaco che, quest’ultimo, era postato proprio sulla cima.

Informazioni tecniche

Difficoltà EEA
Tempi di percorrenza
  • 2.00 h: salita alla Cima Lagazuoi (Sentiero dei Kaiserjager)
  • 1.00 h: discesa Gallerie del Lagazuoi
  • 0.30/0.40 h: deviazione Cengia Martini
  • 1.00 h: discesa al Passo Falzarego
Dislivello complessivo 700 m
Punto di partenza Passo Falzarego – 2105 m
Punto d’arrivo Passo Falzarego – 2105 m
Quota massima Cima Lagazuoi – 2778 m
Presenza rifugi e/o bivacchi Rifugio Lagazuoi – 2752 m
Segnaletica Sentiero dei Kaiserjager – Gallerie Lagazuoi – 402
Note aggiuntive il sentiero attrezzato dei Kaiserjager è relativamente facile, presenta un breve tratto stretto e ben esposto dove i meno sicuri andrebbero attrezzati con l’apposito kit da ferrata;
richiesti casco, pila e guanti per attraversare le gallerie.
Mappa e traccia GPX del percorso GPSies - Sentiero dei Kaiserjager e Gallerie del Lagazuoi

Descrizione dell’itinerario

Dal Passo Falzarego, saliamo lungo il “Sentiero dei Kaiserjager” per raggiungere la panoramica Cima Lagazuoi e l’omonimo rifugio. Da qui, scendiamo attraverso il sentiero che conduce alle gallerie del Lagazuoi e, prima di scendere direttamente al punto di partenza, effettuiamo un passaggio presso la Cengia Martini.

Raggiungiamo la Cima Lagazuoi attraverso il “Sentiero dei Kaiserjager”

La nostra uscita inizia dal Passo Falzarego, a circa mezz’ora d’auto dal centro di Cortina d’Ampezzo, ai piedi del Monte Lagazuoi. Dietro all’impianto dell’omonima cabinovia iniziamo la nostra escursione imboccando il sentiero che conduce alla cima e al Rifugio Lagazuoi percorrendo, però, il “Sentiero dei Kaiserjager”.

Nella prima fase di questo percorso, dopo aver tenuto la direzione di destra all’incontro del bivio che conduce al Museo della Grande Guerra (Passo Valparola), non incontriamo particolari difficoltà tecniche, a parte nell’affrontare una costante salita, che notevolmente aumenta man mano che raggiungiamo l’inizio dei vari tratti attrezzati. Da qui, i meno esperti e insicuri andrebbero sicuramente assicurati con l’apposito kit da ferrata.

Il “Sentiero attrezzato dei Kaiserjager” è caratterizzato, principalmente, da un susseguirsi di tratti attrezzati e di passaggi di I° grado non particolarmente esposti e relativamente semplici, con regolare e notevole pendenza (fatta eccezione di un breve punto notevolmente esposto che incontriamo quasi subito, dove il kit da ferrata è assai consigliato per i meno sicuri e/o per chi soffre di vertigini). Molto caratteristico è anche il “ponte sospeso” che incontriamo inizialmente, il tutto compensato da un panorama favoloso che ci accompagnerà sino al raggiungimento della cima.

La Cima Lagazuoi ci regala, come anticipato inizialmente, uno stupendo panorama a 360° su parecchi monti e gruppi montuosi delle conosciutissime Dolomiti: la visuale sud ed ovest “appartiene” al Civetta, al gruppo delle Pale di San Martino, alla Marmolada e al Sella, il lato nord-est al Piz dles Conturines, al Gruppo di Fanes e alle famosissime Tofane, lo scenario sud-est, invece, al maestoso Gruppo del Sorapiss e all’Antelao.

Le Gallerie del Lagazuoi

Dalla cima, proseguiamo la nostra camminata in direzione del Rifugio Lagazuoi per iniziare il “secondo tempo” di questa uscita. Vicino all’impianto della cabinovia troviamo l’apposito cartello che indica l’inizio del sentiero delle gallerie caratterizzato, prima dalla presenza di un tratto notevolmente stretto ma, adeguatamente “protetto” grazie alla fune metallica, poi dal passaggio attraverso alcune trincee e postazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Arrivati all’entrata delle gallerie, ci attrezziamo con casco, pila frontale e guanti (se disponiamo del kit da ferrata ovviamente ben venga) e cominciamo la lunga discesa presso queste buie e umide gallerie.

Le Gallerie del Lagazuoi sono caratterizzate da una ripida e costante discesa attraverso dei scaloni di roccia perennemente bagnati e, quindi, scivolosi: proprio per questo, nonostante tutto il tratto in questione è adeguatamente attrezzato permettendoci costantemente di essere aggrappati, va prestata comunque la massima attenzione. Da non “dimenticare” l’incontro, infine, di alcuni baraccamenti interni, che affermano ulteriormente il terribile “stile di vita” che hanno dovuto sopportare i soldati italiani durante quel periodo per loro interminabile.

La Cengia Martini

Sempre sotto il profilo storico, giunti alla fine delle gallerie, prima di scendere lungo il sentiero 402 che conduce al Passo Falzarego, una mezz’ora la dedichiamo per visitare la Cengia Martini (deviazione a destra). Costruita, appunto, dal comandante Ettore Martini nell’ottobre 1915, per controllare e infastidire tutte le mosse che svolgeva l’esercito austriaco nemico nella zona del passo, quello che contraddistingue la Cengia Martini è il passaggio presso alcuni baraccamenti, uno di questi addirittura ricostruito (durante il transito lungo la cengia va prestata comunque attenzione ad un tratto non adeguatamente attrezzato, probabilmente manomesso da una frana).

Ritornando all’inizio della deviazione della cengia, dopo aver superato un’ulteriore galleria e gli ultimi tratti attrezzati di questa uscita, tenendo la direzione di destra quando incontriamo il bivio del sentiero che conduce alla Forcella Col Dei Bos, scendiamo lungo i diversi tornanti che, in breve tempo, ci condurranno al punto di partenza, ovvero al Passo Falzarego.

Foto del Sentiero dei Kaiserjager e delle Gallerie del Lagazuoi

Sebastiano Spigolon
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Iscritto dal 2015 presso il CAI di Padova come socio ordinario, ho deciso di creare questo sito web per condividere con tutti le escursioni che ho effettuato, sia per i neofiti che in montagna non ci sono mai stati e vorrebbero, chissà, iniziare, sia per gli escursionisti incalliti aventi già una buona esperienza dell’ambiente montano dove, ogni vostro consiglio, osservazione e parere sarà bene accetto, in quanto porterebbero una miglioria, ovviamente al sito, ma soprattutto alla mia persona. Per qualsiasi esigenza di contatto, lascio a disposizione il seguente indirizzo email: sebastiano@itineraridimontagna.it

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