Rifugio Antelao: escursione ad anello da Pozzale di Pieve di Cadore

Il grazioso Rifugio Antelao è un suggestivo luogo alpino del Cadore, situato sopra la conca prativa della località di Pradonego, nel comune di Pieve di Cadore (BL). Esso si trova incastonato all’interno di un particolare contesto montano, ovvero tra il “Re delle Dolomiti”, ossia il Monte Antelao, e il versante meridionale delle affascinanti Marmarole centrali. Codesto, può essere raggiunto in giornata, grazie alla disponibilità dei diversi sentieri che salgono, principalmente, dalle rispettive località di Valle e Pieve di Cadore; ed è proprio da quest’ultimo abitato, precisamente dalla piccola frazione di Pozzale, che iniziano i sentieri, probabilmente, più conosciuti e frequentati per raggiungere il noto rifugio: da qui, infatti, è possibile svolgere un bellissimo giro ad anello, sia d’estate, che d’inverno con le ciaspole, relativamente facile, ma che possiede, comunque, un certo dislivello, richiedendo quindi un minimo di preparazione fisica. L’interessante percorso, infatti, ci permette di svolgere una tranquilla camminata all’interno di un suggestivo, nonché tipico, bosco montano, alternato, tuttavia, da alcuni stupendi scorci panoramici, che si affacciano dalle lontane Alpi Carniche alle meravigliose cime delle Dolomiti Friulane, sino ad arrivare, ovviamente, alle “vicine” Marmarole.

Noi, però, siamo degli escursionisti parecchio insaziabili nel momento di scoprire ulteriori punti panoramici e, l’anello del Rifugio Antelao aumenta sicuramente le nostre aspettative se decidiamo di raggiungere una cima che risulta, finora, poco rinomata, ma tuttavia alquanto sorprendente. Si tratta della vetta del Col de la Cross, una particolare sommità, per di più abbastanza vicina al rifugio che, una volta raggiunta, ci permette di contemplare un fantastico panorama a 360° che spazia, ovviamente, sui numerosi e notevoli monti circostanti sopracitati, ma con una prospettiva alquanto differente e, ancor di più, ammaliante.

I sentieri e il percorso completo per salire al rifugio

Da Pozzale, seguiamo subito le indicazioni per il Rifugio Antelao dove, all’incontro del primo bivio, procediamo sulla stradina asfaltata di destra, iniziando così a percorrere il segnavia 250 che porta, anche, al Rifugio Prapiccolo. Manteniamo, quindi, le opportune indicazioni all’incontro dei vari incroci sino a giungere prima, al Rifugio Prapiccolo (oramai definitivamente chiuso), poi alla Forcella Antracisa, nonché alla Capanna Tita Panciera. Da qui, a propria discrezione, una deviazione che sale sino alla Chiesetta di San Dionisio e alla panoramica sommità del Col de la Cross, per poi scendere al rifugio. Dalla sopracitata forcella, quindi, effettuiamo un andata/ritorno al Rifugio Antelao e cominciamo la via del rientro, ad anello, per Pozzale imboccando il sentiero 252 del Monte Tranego (più facile) oppure il segnavia 253 che scende per la località di Costa Nuda.

Scheda tecnica

  • Difficoltà: E
  • Durata totale: 6.00/6.30 h
  • Tempi intermedi: 1.30 h per salire al Rifugio Prapiccolo, 1.00 h per giungere alla Forcella Antracisa, 1.00 h la deviazione alla vetta del Col de la Cross, 0.45 h per giungere al Rifugio Antelao (1.00 h ritornando per la Forcella Antracisa), 1.30/2.00 h per ritornare a Pozzale (sentiero 253)
  • Dislivello complessivo: quasi 1100 m
  • Lunghezza: circa 17 km
  • Punto di partenza: Pozzale 1048 m
  • Punto d’arrivo: Pozzale 1048 m
  • Quota massima: Col de la Cross 1967 m
  • Rifugi e/o bivacchi: Rifugio Antelao 1796
  • Segnaletica: sentieri CAI 250, 253
  • Note aggiuntive: nessuna
  • Cartografia: Mappa – Tabacco 016
  • Scarica traccia GPX

Da Pozzale, il sentiero 250 che sale sino alla Forcella Antracisa

Giungiamo in auto nella piccola frazione di Pozzale (Pieve di Cadore – BL), facilmente raggiungibile dalla SS51 di Alemagna: proprio dall’esile centro, dove troviamo, oltretutto, un piccolo parcheggio, incontriamo già le segnalazioni per i rispettivi rifugi Antelao e Prapiccolo; percorriamo, quindi, la stradina asfaltata per incontrare, nuovamente, le medesime indicazioni. Da qui, infatti, abbiamo a disposizione ben due percorsi che ci permettono di salire al Rifugio Antelao:

  • il sentiero 252, verso sinistra, passando per il Monte Tranego, la via sostanzialmente più semplice, ideale da affrontare anche durante l’inverno in presenza di neve, poiché viene spesso battuto dalle motoslitte, probabilmente proprio dagli stessi gestori del rifugio che codesto, generalmente, risulta essere aperto anche nella stagione invernale;
  • il sentiero 250, verso destra, più impegnativo e più lungo rispetto al percorso menzionato poc’anzi, ma comunque non difficile, che sale verso nord passando per il Rifugio Prapiccolo (oramai definitivamente chiuso).

Al Rifugio Prapiccolo

Dal momento che, sin dall’inizio dell’uscita ci siamo prefissati di svolgere un “bel” giro, ovviamente scegliamo il percorso 250, che continua a salire con discreta pendenza attraverso la stradina asfaltata, dove superiamo, inizialmente, una serie di graziosissime baite tipicamente alpine. Passiamo, quindi, un tratto, per fortuna assai corto, dove l’ambiente a noi circostante porta ancora la notevole e dolorosa impronta lasciata dalla micidiale “Tempesta Vaia” e, successivamente, ci addentriamo nel tipico bosco di pineta, caratterizzato già da alcuni brevi scorci panoramici che si affacciano, verso est, sul centro di Calalzo di Cadore, nonché sul vasto lago adiacente, oltre ai tanti e sovrastanti monti delle Dolomiti Friulane, verso nord, invece, sulla caratteristica Val d’Oten e, sulla dorsale centro-orientale delle affascinanti Marmarole.

Nell’avanzare, l’asfalto lascia superficie alla “classica” sterrata di montagna, dove proseguiamo in falsopiano, o comunque in lieve pendenza, alternata, ancora, da qualche breve scorcio panoramico, sino ad arrivare ad un bivio, dove la stradina, infatti, subisce una biforcazione. Da qui, seguiamo di nuovo le indicazioni per i Rifugi Prapiccolo e Antelao, salendo per il largo tracciato di sinistra, dal quale iniziamo ad affrontare una facile, ma decisa, pendenza, mai particolarmente faticosa, che ci permette di immergerci ancor di più nel grazioso bosco.

In questo particolare tratto, probabilmente dato il periodo dell’anno, forse prematuro per la manutenzione, teoricamente ordinaria, dei sentieri, abbiamo incontrato qualche albero caduto, comunque superati senza particolari difficoltà; eventualmente, una chiamata preventiva al rifugio è sempre una buona iniziativa!

La carrareccia, ancora facile e larga, che successivamente piega verso sud, ci permette di giungere all’oramai dismesso Rifugio Prapiccolo, inserito, tuttavia, all’interno di un contesto alpino assai suggestivo e riservato.

Verso la Forcella Antracisa

Seguiamo, da adesso, le indicazioni per la Forcella Antracisa e, ovviamente, per il Rifugio Antelao, proseguendo prima, per la sterrata che stavamo precedentemente percorrendo, poi, seguendo di nuovo le medesime indicazioni, attraverso un tipico sentiero di montagna, ovvero più stretto, ma sempre relativamente facile.

Ammiriamo, di nuovo, seppur per un breve tratto, un fantastico scorcio delle circostanti punte delle Marmarole centro-orientali e continuiamo, per forza di cose, rientrando nel suggestivo bosco, ad affrontare una costante salita che resta ancora parecchio marcata. Incontriamo, di nuovo, le indicazioni per la Forcella Antracisa e per il rifugio, dalle quali vediamo indicata un’eventuale deviazione per un sentiero cosiddetto “dell’acqua”, che proseguirebbe sulla destra (a propria discrezione la scelta). Noi, comunque, restiamo sul segnavia principale, continuando a salire verso sinistra, con buona pendenza, il bosco di Pestarole, che ci permette, quindi, di giungere alla suggestiva forcella e alla graziosa Capanna Tita Panciera: un punto di riferimento, codesto, assai rilevante per il nostro giro, poiché nelle immediate vicinanze giungono diversi sentieri che, provengono dalla valle o salgono verso altri importanti punti della zona, dal quale possiamo effettuare, inoltre, le nostre opportune scelte a seconda della propria condizione fisica.

Da qui, infatti, per citare quelli che concernono la codesta uscita, incrociamo, innanzitutto, il largo sentiero che porta al Rifugio Antelao (ancora segnavia 250), il sentiero 252, per il Monte Tranego, che ci riporterebbe di nuovo a Pozzale, il percorso “alternativo” 253, che percorreremo successivamente al ritorno, anch’esso per Pozzale, e, infine, il sentiero che porta alla singolare chiesetta di San Dionisio e, eventualmente, al Rifugio Costapiana (che comunque non lo raggiungiamo in questa camminata); ed è proprio da quest’ultimo tracciato che decidiamo di proseguire la nostra stupenda uscita.

La deviazione panoramica: chiesetta S. Dionisio e cima Col de la Cross

La salita alla chiesetta di San Dionisio e alla vicina sommità del Col de la Cross è una deviazione che merita assolutamente di essere effettuata, poiché ci permette di ammirare, una volta raggiunte entrambe, un fantastico panorama a 360° sui numerosi e notevoli monti circostanti che, dalle vicinanze del rifugio, purtroppo, non possiamo godere pienamente. D’altro canto, però, si tratta di un percorso che richiede già una certa esperienza ed un passo sicuro, poiché si tratta di un sentiero generalmente più stretto rispetto a quelli incontrati finora e che presenta, inoltre, qualche tratto, seppur breve, esposto (non facciamoci ingannare dal tratto iniziale, che risulta ancora semplice).

Proseguiamo, quindi, per un breve tratto, verso il rifugio Antelao e imbocchiamo il sentiero che esce sulla sinistra, in direzione appunto della chiesetta di San Dionisio e del Rifugio Costapiana. Affrontiamo, perciò, come appena accennato, un tratto semplice caratterizzato, circa, dalla medesima pendenza affrontata sin d’ora, per giungere, così, sul versante est del monte in questione; da qui, infatti, iniziamo ad affrontare alcuni tratti esposti, ma tuttavia brevi ed alternati, che richiedono comunque la dovuta attenzione; prestiamo, inoltre, cautela durante il passaggio su di un breve ponticello in legno. Tuttavia, gli scorci panoramici che incontriamo durante la codesta salita alleviano, da una parte, le relative “tensioni”, regalandoci degli scenari panoramici sulle Dolomiti Friulane veramente emozionanti.
Raggiungiamo, finalmente, dopo aver affrontato, comunque, un’ultima e marcata pendenza e, tralasciato, quindi, l’indicazione per il Rifugio Costapiana, la graziosa chiesetta di San Dionisio, nonché la sommità panoramica del Col de la Cross.

Cosa si vede dalla cima?

Da questo punto, infatti, si apre ai nostri occhi il panorama più emozionante di tutta l’uscita, ancor di più se raggiungiamo il vicino rilievo del Col de la Cross; scendiamo, quindi, a ritroso dalla chiesetta e proseguiamo per il precedente sentiero dove troviamo, appunto, la brevissima deviazione per la vetta. Da qui, infatti, effettuiamo la nostra, nonché meritata, sosta, per godere appieno del sorprendente panorama a 360° aperto sulle numerose e notevoli montagne Dolomitiche circostanti.

Partiamo, indubbiamente, dal “Re delle Dolomiti”, ovvero il Monte Antelao, affiancato dalla “sua maestà” il Monte Pelmo e le “adiacenti” Dolomiti di Zoldo; subito dopo, ovviamente, ammiriamo con grande stupefazione tutta la catena centro-orientale delle bellissime Marmarole, dove possiamo distinguere, oltre alle tantissime punte che essa la caratterizza, anche la cima più alta dell’intero gruppo montuoso, ossia il Cimon del Froppa. Proseguendo, invece, con lo sguardo da est a sud, ossia circa all’opposto di esse, la visuale si estende ulteriormente verso ulteriori, nonché rilevanti, montagne, tra cui distinguiamo, alcune appartenenti alle Alpi Carniche, le conosciute Dolomiti Friulane, in cui riconosciamo chiaramente l’affascinante catena degli Spalti di Toro e il Gruppo del Duranno e, infine, visibilità permettendo ovviamente, riusciamo ad intravedere persino alcune montagne che appartengono alle Prealpi Bellunesi, come il Monte Dolada ed il Col Visentin.

Il Rifugio Antelao e ritorno ad anello per il sentiero 253

Da questo panoramico punto, però, per forza di cose, dobbiamo ritornare anche sui nostri passi, riprendendo quindi il sentiero che abbiamo appena lasciato per raggiungere la vetta.

Al Rifugio Antelao

Da qui, quindi, proseguiamo verso nord, nonché verso il Rifugio Antelao, già precedentemente individuato. Il sentiero, data una lettura sulla cartina topografica, nella prima metà dovrebbe risultare abbastanza pendente, per poi procedere su falsopiano e, infine, scendere ulteriormente per giungere, di conseguenza, al rifugio (parliamo al condizionale in quanto noi non abbiamo avuto la possibilità di intraprenderlo, poiché febbraio e, quindi, una notevole presenza di neve sul versante che, esso, andava superato trasversalmente attraverso una notevole inclinazione). Quindi, ritornando a noi, ripercorriamo esattamente lo stesso tracciato che ci permette di far ritorno al bivio trovasi in prossimità della Forcella Antracisa, ossia alla sterrata, e svoltiamo, perciò, verso sinistra per affrontare di nuovo, nonché ultima, ascesa, tuttavia abbastanza moderata e non particolarmente lunga, che ci permette di raggiungere, finalmente, il Rifugio Antelao.
Anche codesto, comunque, gode di un ottimo e suggestivo scenario alpino circostante, nuovamente affacciato su alcuni degli stessi monti avvistati dalla precedente vetta del Col de la Cross, nonché sul Monte Antelao e sulle Marmarole.

Ritorno a Pozzale

Ed è da qui, inoltre, che iniziamo l’effettivo percorso di discesa che ci riporta al nostro punto di partenza. Riaffrontiamo la sterrata che ci riconduce alla Forcella Antracisa e da qui, sostanzialmente, abbiamo a disposizione ben 3 opzioni da intraprendere, tutte e tre relativamente semplici, tuttavia con una certa diversità:

  • il sentiero 250, ovvero quello intrapreso da noi per salire alla forcella, eventualmente da percorrere se, prima di partire con la camminata, avessimo deciso di svolgere il giro in senso orario;
  • il sentiero 252, del Monte Tranego, come menzionato all’inizio dell’escursione, la via di ritorno più semplice;
  • il sentiero 253, un sentiero montano più “abitudinario”, tuttavia, il meno semplice dei tre, ma, d’altro canto, è quello che ci permette di ammirare ancora diversi scorci panoramici sulle bellissime Dolomiti Friulane.

Poiché, in ogni camminata che ci prefissiamo di svolgere, mettiamo tra i primi propositi proprio le spaziose e sconfinate vedute, decidiamo di intraprende il terzo tracciato. Proseguiamo, quindi, per un brevissimo tratto verso sud e seguiamo, di conseguenza, le indicazioni per Costanuda, Due Baite e, appunto, Pozzale. Affrontiamo, quindi, un tratto caratterizzato da una discesa costante e moderata, con vari tratti boschivi alternati da ulteriori punti panoramici che si affacciano, nuovamente, sulle Dolomiti circostanti. Si tratta di un percorso che non presenta particolari difficoltà tecniche, ma che, però, richiede sempre la dovuta attenzione dato il tracciato abbastanza stretto insieme ad una relativa esposizione, tuttavia mai eccessiva.

Attraversiamo, quindi, il breve tratto di ghiaione della frana di Costa Nuda, che richiede quel minimo di passo fermo, e giungiamo, così, al bivio dell’omonima località. Proseguiamo, di conseguenza, lungo un tratto ancora in costante e moderata discesa, ma relativamente più largo e facile, che aggira il versante nord-orientale del Monte Colio e, passiamo, inoltre, ahinoi di nuovo, un breve tratto assai straziante, dove la “Tempesta Vaia”, per forza di cose, torna maledettamente nelle nostre menti, giungendo, di conseguenza, presso i Fienili della Val Costede. Da qui, infine, sempre accompagnati da una costante veduta sulle località del Centro Cadore e sui numerosi monti sovrastanti, proseguiamo per la facile e larga sterrata che ci permette di ritornare nuovamente al piccolo centro di Pozzale, dove sostanzialmente abbiamo lasciato la nostra auto.

Domande frequenti (FAQ) e considerazioni finali

Il giro al Rifugio Antelao che abbiamo effettuato noi, ossia la salita per il sentiero 250 e la discesa per il tracciato 253, più la deviazione alla chiesetta di San Dionisio è, sostanzialmente, un anello, tecnicamente, di difficoltà abbastanza contenuta. Per svolgerlo completamente, tuttavia, sono richiesti una certa preparazione fisica, dato il notevole dislivello complessivo, e una sufficiente esperienza in ambiente montano per superare quei passaggi, comunque brevi, dove un neofita potrebbe incontrare, relativamente, qualche difficoltà, come esposizione e caratteristica del tratto.

L’anello del Rifugio Antelao è uno di quei giri in montagna che possiamo svolgere in entrambi in sensi, in quanto la difficoltà tecnica resta, sostanzialmente, quasi identica. Tuttavia, cambia un po’ nel fattore panoramico poiché, se decidiamo di svolgerlo in senso orario, quindi al contrario di come l’abbiamo intrapreso noi, gran parte degli scorci panoramici ce li porteremmo proprio alle nostre spalle.

Il periodo più adatto per svolgere questa camminata parte, praticamente, dalla tarda primavera/estate sino all’autunno inoltrato. Inoltre, data la difficoltà complessiva abbastanza contenuta e, per di più, il rifugio aperto oltre la stagione consuetudinaria, il giro del Rifugio Antelao è un percorso che possiamo svolgere, con il dovuto equipaggiamento ed un’informazione preventiva, anche nei mesi invernali. In questo caso, il percorso più ideale è quello del Monte Tranego, avente segnavia 252, il sentiero, infatti, più conosciuto e semplice proprio per questo periodo dell’anno.

Questa zona del Cadore, per il momento, resta ancora parecchio inesplorata, ma stiamo scoprendo una fascia delle note Dolomiti veramente interessante ed ammaliante che, almeno sino a questo momento, si esula abbastanza dalle tipiche, a volte addirittura caotiche, rinomate mete. Tuttavia, un percorso nelle vicinanze che possiamo già consigliarvi è quello del Rifugio Chiggiato partendo da Calalzo di Cadore: si tratta di un bellissimo giro ad anello, un po’ più lungo, ma della medesima difficoltà dell’escursione descritta in questo post che, dalla stupenda Val d’Oten, sale e ci porta a raggiungere il grazioso Rifugio Chiggiato, situato, anch’esso, su di uno stupendo punto “strategico”, dal quale possiamo ammirare, infatti, gli stessi monti visibili da questo giro, ma con una prospettiva altrettanto affascinante e sorprendente.

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