Lago e Rifugio Cima d’Asta: trekking ad anello da Malga Sorgazza

La salita al lago di Cima d’Asta e al Rifugio Brentari, sebbene sia abbastanza faticosa, è una delle escursioni più frequentate, ma anche maggiormente suggestive, della tipica zona alpina del Lagorai. Il percorso più conosciuto per raggiungere il noto rifugio e il grazioso lago è il sentiero 327 che inizia dall’altrettanta rinomata Malga Sorgazza, nell’alta Val Malene, per poi ritornare a ritroso. In questo trekking, però, abbiamo deciso di compiere un giro ad anello alternativo, un po’ più lungo e vario, che dal rifugio ritorna alla malga iniziale attraverso il sentiero 386, denominato anche Sentiero della Campagnassa, modificandone quindi il paesaggio complessivo dell’intera camminata. L’escursione, comunque, nonostante non sia tecnicamente difficile, richiede un’adeguata preparazione fisica ed un’idonea esperienza in ambiente montano, soprattutto se decidiamo di effettuare il giro completo come descritto qui di seguito.

Lago e Rifugio Cima d’Asta: sentieri e percorso completo (ad anello)

Dalla Malga Sorgazza intraprendiamo il sentiero 327 che conduce direttamente al lago e al rifugio di Cima d’Asta, relativamente facile nella prima metà, maggiormente impegnativo e ripido nella seconda parte. Dal rifugio, invece di ritornare per lo stesso percorso dell’andata, dal versante opposto effettuiamo un giro ad anello percorrendo il sentiero 386 (o Sentiero della Campagnassa), che ci riporta nuovamente sulla stradina iniziale della malga di partenza.

Scheda tecnica

  • Difficoltà: E
  • Durata totale: 6.30/7.00 h
  • Tempi intermedi: 0.45 h per arrivare alla Teleferica Brusà, 1.00 h per salire il Bualon di Cima d’Asta, 1.00/1.30 h per raggiungere il Lago e il Rifugio Brentari di Cima d’Asta, 0.30 h per arrivare alla Forcella del Passetto, 1.30 h per attraversare il Passetto e la Campagnassa e giungere al Monte Coston, 1.30 h per ritornare alla Malga Sorgazza
  • Dislivello complessivo: circa 1200 m
  • Lunghezza: circa 16 km
  • Punto di partenza: parcheggio Malga Sorgazza 1450 m
  • Punto d’arrivoparcheggio Malga Sorgazza 1450 m
  • Quota massima: Rifugio Ottone Brentari Cima d’Asta 2473 m
  • Rifugi e/o bivacchi: Rifugio Ottone Brentari Cima d’Asta 2473 m
  • Segnaletica: sentieri SAT 327, 386
  • Note aggiuntive: il sentiero 386 attraversa qualche breve pendio relativamente esposto che richiede attenzione; escursione nel complesso abbastanza lunga che richiede un’idonea preparazione fisica e un’appropriata esperienza in ambiente montano
  • Cartografia: Mappa – Tabacco 058, Kompass 626
  • Scarica traccia GPX

La salita al Lago di Cima d’Asta e al Rifugio Brentari (sentiero 327)

Raggiungiamo la conosciuta Malga Sorgazza, facilmente raggiungibile in auto risalendo la Val Malene, attraverso una stretta strada asfaltata che inizia dalla località di Pieve Tesino (TN): proprio in prossimità della malga, dove troviamo disponibile un comodo parcheggio, incrociamo già le indicazioni per l’obiettivo primario di questa uscita, ovvero il Lago e il Rifugio di Cima d’Asta.

Ci incamminiamo, di conseguenza, lungo il sentiero 327, dove costeggiamo subito il Cimitero Militare di Sorgazza, istituito nel 1916 dal Battaglione Val Brenta del 6° Reggimento Alpini per i propri caduti. Incontriamo, inoltre, l’indicazione del sentiero 386, quello del “nostro” ritorno, percorrendo, in questa prima parte del percorso, un sentiero facile e abbastanza ampio, che costeggia il Torrente Grigno e sale con lieve pendenza sino alla Teleferica Brusà, dove raggiungiamo un ulteriore bivio. Da qui, invece, il sentiero, che resta ancora relativamente facile, si restringe notevolmente, ma diventa anche più suggestivo, in quanto si immerge lungo un ammaliante paesaggio montano che, di fatto, caratterizza l’intera zona alpina del Lagorai.

Saliamo, quindi, il Bualon di Cima d’Asta, affrontando una salita maggiormente impegnativa, che aggira, nel contempo, La Pala del Becco, trovasi alla nostra destra. Inoltre, man mano che saliamo, comincia ad aprirsi un panorama veramente incantevole sui numerosi monti circostanti, sempre caratteristico di questa conosciuta zona montana.
Tralasciamo, al suo incontro, il bivio della Forcella Magna (segnavia 326) e proseguiamo sino ad incontrare un ulteriore incrocio, quello de La Capanna del Pastore, dove possiamo fare una scelta relativa alle nostre capacità: accorciare un po’ il percorso imboccando la traccia 327b del Lastè di Cima d’Asta, indicata però “per esperti”, oppure restare sullo stesso segnavia, mantenendo quindi la medesima difficoltà, che continua per il Trodo dei Aseni. Optiamo per l’opzione “più sicura”, che prosegue per un breve tratto nella direzione opposta al rifugio, per poi riprendere la rotta esatta quando atterriamo presso un largo spiazzo notevolmente panoramico, dove cominciamo ad intravedere bene la punta della maestosa Cima d’Asta.

Affrontiamo, quindi, l’ultimo tratto del percorso, probabilmente il più faticoso di tutta l’uscita, in quanto la ripidità, seppur di poco, aumenta ulteriormente, che si snoda principalmente lungo delle grandi pietre granitiche e che raggiunge finalmente il tanto ambito Rifugio Brentari.
Al cospetto della maestosa Cima d’Asta, sicuramente quello che salta subito all’occhio è il suggestivo lago, incastonato proprio alle pendici dell’omonima cima che, grazie al paesaggio circostante quasi totalmente roccioso, spicca notevolmente. Girando lo sguardo, invece, dal rifugio possiamo godere una fantastica veduta montana che si affaccia sulla “piccola” catena montuosa delle Cime di Rava, un sottogruppo che rappresenta il limite meridionale dell’intero massiccio montuoso della Cima d’Asta.

Giro ad anello per il Sentiero della Campagnassa (sentiero 386)

Sempre dal rifugio, inoltre, iniziamo a svolgere il percorso di ritorno, che solitamente avviene ripercorrendo il sentiero precedentemente affrontato. Però, come ci siamo prefissati sin dall’inizio di questa uscita, il rientro alla Malga Sorgazza può avvenire anche svolgendo un giro ad anello alternativo, attraverso un sentiero in quota, altrettanto panoramico, che dal Rifugio Brentari arriva al Monte Coston e, successivamente, scende al primo bivio incontrato quasi all’inizio della camminata, ritornando così alla malga di partenza. Perciò, come previsto, intraprendiamo il sentiero 386, denominato altresì Sentiero della Campagnassa, nome che deriva, appunto, dal monte che più tardi dovremo attraversare.

Affrontiamo subito una facile traccia ben segnalata che raggiunge in breve tempo la Forcella del Passetto; da qui, infatti, mantenendo ovviamente le indicazioni per la Malga Sorgazza, cominciamo ad aggirare Il Passetto, affrontando, sino a raggiungere quasi il Monte Coston, uno sentiero alquanto stretto che rimane notevolmente in quota, caratterizzato comunque da una costante discesa, ma che viene interrotta da alcuni tratti di lieve e breve ascesa. Inoltre, nonostante questo tratto non risulti tecnicamente difficile, richiede comunque un passo sicuro e la dovuta attenzione, in quanto la prima metà di questo sentiero si snoda lungo dei pendii erbosi che, seppur incantevoli, talvolta, potrebbero risultare piuttosto esposti. Lo scenario paesaggistico, comunque, anche da questo versante, resta assai caratteristico, caratterizzato da una suggestiva veduta che verge sui vicini monti del Col della Croce, del Contessat e del Monte Tolvà, nonché sull’omonima valle.

Aggirata, invece, la cima Campagnassa, il sentiero inizia a scendere con maggiore fermezza sino ad arrivare al bivio del Monte Coston, dove riappare ai nostri occhi la splendida catena montuosa delle Cime di Rava e la Val Sorgazza. Seguiamo, quindi, le dovute indicazioni, proseguendo lungo la costante discesa, non particolarmente difficile, ma alquanto lunga, che si immerge nel piacente bosco, caratterizzata tuttavia da un’esposizione decisamente minore rispetto a quella affrontata nel precedente versante. Scendendo, pertanto, lunga una serie di numerosi tornanti che ci conducono al grazioso ponte del Torrente Grigno, raggiungiamo il primo bivio incontrato all’inizio della camminata, ritornando così al parcheggio di partenza della Malga Sorgazza.

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