Giro delle Cascate di Fanes e del Col Rosà

Escursione presso le suggestive Cascate di Fanes, vicino al centro di Cortina d’Ampezzo. Il giro, relativamente semplice e piacevole, è consigliato per chi desidera svolgere un percorso di trekking tutto sommato tranquillo e non tecnicamente difficile, lungo dei suggestivi canyon caratterizzati da fragorosi torrenti e, ovviamente, imponenti cascate, addirittura con la possibilità nel passarci sotto, grazie alla presenza di apposite funi metalliche.

Il percorso delle Cascate di Fanes e il giro del Col Rosà

Per raggiungere le bellissime Cascate di Fanes e il sentiero dei canyon, dal parcheggio Sant’Uberto ci dirigiamo verso il Ponte Outo (Ponte Alto), effettuiamo un passaggio presso la Cascata Belvedere e percorriamo i canyon delle “Cascate di Sopra”. Arrivati al Sbarco de Fanes, per eseguire un percorso ad anello più lungo e quindi alternativo, svoltiamo verso la forestale e, scendendo in direzione del Ponte Outo, deviamo, prima di raggiungerlo nuovamente, per il sentiero 401, che conduce al Ponte dei Cadoris. Salendo per il Passo Posporcora, aggiriamo il monte Col Rosà, scendendo successivamente lungo la Val Fiorenza. Infine, costeggiando il torrente Boite, ritorniamo facilmente al parcheggio di partenza.

Scheda tecnica

  • Difficoltà: E
  • Durata totale: 5.30 h
  • Tempi intermedi: 1.00 h per raggiungere il Ponte Outo e visitare la Cascata Belvedere, 1.00 h per il sentiero dei canyon e delle “Cascate di Sopra”, 1.30 h per raggiungere la Forcella Posporcora, 2.00 h per scendere alla Val Fiorenza e risalire il sentiero del Boite che riporta al parcheggio
  • Dislivello complessivo: circa 750 m
  • Lunghezza: 14 km
  • Punto di partenza: Parcheggio Sant’Uberto 1449 m
  • Punto d’arrivo: Parcheggio Sant’Uberto 1449 m
  • Quota massima: Sbarco de Fanes 1746 m
  • Rifugi e/o bivacchi: nessuno
  • Segnaletica: sentieri CAI 10, 401, 408, 417
  • Note aggiuntive: la visita delle Cascate “Belvedere” e “Sbarco del Rio Fanes”, anche se adeguatamente attrezzate, richiedono comunque attenzione, poiché il fondo è bagnato e quindi scivoloso; a proprio discrezione l’utilizzo del kit da ferrata
  • Cartografia: Mappa – Tabacco 03, Kompass 617
  • Scarica traccia GPX

Il sentiero per visitare le Cascate di Fanes senza ferrata

Provenendo dal centro di Cortina d’Ampezzo, in direzione nord, a circa 10 minuti di strada percorrendo la SS51 di Alemagna, in corrispondenza di uno stretto tornante troviamo il Parcheggio Sant’Uberto, dove possiamo lasciare la nostra auto. Proprio in prossimità della strada, iniziamo la camminata verso le Cascate di Fanes intraprendendo il sentiero che scende e svoltiamo subito a destra all’incrocio del primo bivio, immergendoci momentaneamente nel bosco. Difatti, in breve tempo, sfociamo lungo una stradina asfaltata che, tenendo ancora la direzione di destra, la percorriamo per raggiungere un altro bivio, quello della località Pian de Loa.

Prendiamo, quindi, la stradina di sinistra N. 10, che ci permette di arrivare al Ponte Outo: proprio da qui, inizia lo scenario che sicuramente caratterizza e rende attrattiva questa escursione. Superiamo il ponte e incontriamo un’indicazione per visitare la prima cascata di questa uscita, ovvero la Cascata Belvedere; essa è raggiungibile attraverso un tratto di sentiero che, nonostante sia esposto, è comunque relativamente semplice, sufficientemente largo e ben attrezzato, non implicando a nostra discrezione l’utilizzo del kit da ferrata, compreso nella fase di passaggio al di sotto della cascata.

Effettuiamo il nostro reportage fotografico, torniamo indietro nei pressi dell’indicazione della deviazione Belvedere e riprendiamo con il sentiero principale. All’incontro quasi immediato di un ulteriore bivio, imbocchiamo il sentiero che sale verso destra, un percorso che permette di esplorare il resto dei canyon e delle splendide “Cascate di Sopra” alternate da ruscelli, ponticelli e piacenti scorci sulle montagne circostanti.

Con passo tranquillo dopo quasi un’ora di cammino, raggiungiamo l’ultima cascata, probabilmente la più caratteristica, che si trova nella località Sbarco de Fanes. Incontriamo di nuovo un incrocio dove, la svolta a sinistra ci permette di ritornare sulla stradina sterrata del Ponte Outo, che dovremo imboccare successivamente, mentre il percorso verso destra (indicazione per Ferrata Cengia Mattia) ci porta alla Cascata “Sbarco del Rio di Fanes” dove, grazie all’apposita presenza della corda metallica, possiamo provare la stessa emozione che abbiamo “sperimentato” quando abbiamo attraversato la prima cascata Belvedere.

Sulla cascata “Sbarco di Fanes” ricordiamo che, dopo il suo superamento, passandoci sotto con ragguardevole attenzione, è altamente sconsigliato procedere senza l’apposito kit, poiché da lì comincia la vera e propria ferrata, la Cengia Mattia.

Giro del Col Rosà, la Val Fiorenza e il sentiero del Boite

Rientrati, quindi, sul sentiero sterrato, scendiamo verso sinistra lungo diversi tornanti, tralasciamo l’incontro di una prima deviazione e arriviamo nei pressi della località del Ponte Outo, che però non raggiungiamo. Difatti, all’incontro di un ulteriore bivio, svoltiamo decisamente a destra, imboccando il sentiero CAI 401 che, dopo aver superato un rifugio boscaiolo, ci porta al Ponte dei Cadoris.

Attraversato il ponte, in località In Po Ra Ola, vicino ad una panchina, troviamo l’indicazione per Forcella Posporcora – Col Rosa, con segnavia 408, caratterizzato, prima da una notevole salita sino al Passo, successivamente da una lunga, ma piacevole, discesa sulla Val Fiorenza, accompagnata da un suggestivo paesaggio che si affaccia sul Pezories, sul gruppetto del Pomagagnon e, in lontananza, sul Gruppo del Sorapiss.

La discesa si conclude quando arriviamo all’incrocio della facile stradina 417, in Pian de Ra Spines, dove svoltiamo a sinistra per ritornare direttamente al punto di partenza. Proseguiamo, con lieve, ma costante salita, la facile camminata e costeggiamo il torrente Boite sino a raggiungere ed attraversare un ponte. Procediamo, quindi, in direzione opposta per un brevissimo tratto e svoltiamo, appena lo riteniamo possibile, nettamente a sinistra per rimetterci nuovamente in direzione della nostra auto. Costeggiamo, infine, la strada statale, per ritornare al parcheggio Sant’Uberto.

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