Giro della Tofana de Rozes dal Rifugio A. Dibona

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Se ci consideriamo assidui frequentatori delle affascinanti Dolomiti, non possiamo dimenticarci il massiccio Tofane, maestoso gruppo montuoso che si affaccia sulla suggestiva “conca Ampezzana”. L’itinerario qui descritto spiega come aggirare completamente la cima più meridionale di questo gruppo “dolomitico”, ossia la Tofana de Rozes, regalandoci degli scenari assai vari, ma sempre meravigliosi, per tutta la durata dell’uscita.

Informazioni tecniche

DifficoltàE
Tempi di percorrenza
  • 1.30/2.00 h: per raggiungere la Forcella Col dei Bos
  • 3.00 h: Val Travenanzes e salita al Rifugio Giussani
  • 1.00 h: discesa al Rifugio A. Dibona
Dislivello complessivo1000 m
Punto di partenzaRifugio A. Dibona – 2083 m
Punto d’arrivoRifugio A. Dibona – 2083 m
Quota massimaRifugio Giussani – 2580 m
Presenza rifugio e/o bivacchiRifugio Giussani – 2580 m
Segnaleticasentieri CAI 403 – 442 – 404
Note aggiuntive
Mappa e traccia GPS del percorsoGPSies - Giro della Tofana de Rozes dal Rifugio A. Dibona

Descrizione dell’itinerario

Dal Rifugio A. Dibona (raggiungibile in auto) imbocchiamo, prima il breve sentiero 403, poi il segnavia 404 in direzione della Forcella Col dei Bos, dove svolteremo verso destra, attraversando una parte della Val Travenanzes. Al bivio “Monte de Traenanzes”, intraprendiamo il sentiero 403 che ci condurrà, con notevole pendenza, sino al Rifugio Giussani. Manteniamo il segnavia 403 e scendiamo, lungo dei facili tornanti, sino al punto di partenza.

Dal Rifugio A. Dibona raggiungiamo la Forcella Col dei Bos

A circa 11 km di distanza dal centro di Cortina d’Ampezzo, lungo la SR48 che conduce al Passo Falzarego, troviamo l’indicazione per il Rifugio A. Dibona: una stradina, prima asfaltata, poi sterrata, ma comunque ben transitabile in auto, ci permette di raggiungere direttamente il rifugio, affiancato da un grande parcheggio.

Cominciamo, quindi, la nostra camminata, percorrendo il sentiero CAI 403 e, all’incontro del primo bivio in località Valon della Tofana, imboccando il segnavia di destra N. 442 (Kompass 404), in direzione della Forcella Col dei Bos. Man mano che saliamo lungo il codesto sentiero la ripidità costantemente aumenta sino a raggiungere il secondo bivio di questa uscita, quello della Grotta della Tofana, in località “Sote Rozes”, dove proseguiremo lungo il sentiero 404, seguendo le indicazioni per le Gallerie del Castelletto e per la Ferrata Lipella. La prosecuzione lungo questo tratto è accompagnata da una vastissima e bellissima veduta dove predominano le Dolomiti Ampezzane, riconoscendo cime e gruppi montuosi assai importanti come il Sorapiss, la Croda da Lago, il Monte Formin, le Cinque Torri, l’Averau, ecc… .

Alternato da diversi sali e scendi abbastanza blandi, raggiungiamo facilmente i due bivi della Forcella Col dei Bos dove, su entrambi, svolteremo a destra mantenendo, così, il segnavia 404.

La Val Travenanzes e la salita al Rifugio Giussani

Attraversando i resti di alcune trincee della Grande Guerra, la nostra camminata continua lungo un tratto della suggestiva Val Travenanzes costeggiando, alla nostra sinistra, l’omonimo ruscello. In località “Monte de Traenanzes”, imbocchiamo il sentiero di destra CAI 403 che conduce al Rifugio Giussani, tralasciamo il sentierino che sale in direzione della Scala di Minighel (o Menighel) e scendiamo superando la bellissima cascatina.

Successivamente, effettuata una breve salita sino ad un ulteriore bivio, svoltiamo nuovamente a destra, cominciando una costante, lunga e faticosa salita sino al rifugio, accompagnata da uno suggestivo scenario puramente roccioso.

Raggiunto il tanto sospirato Rifugio Giussani, mantenendo ancora il segnavia CAI 403, cominciano, grazie al suggestivo panorama che si affaccia sulle fantastiche Dolomiti Ampezzane, sul Monte Pelmo e sulla Marmolada, una facile e piacevole discesa lungo dei semplici tornanti che ci condurranno, nuovamente, al Rifugio A. Dibona.

Foto del giro della Tofana de Rozes

Breve descrizione, di livello personale e amatoriale, della Scala di Minighel (o Menighel)

DifficoltàEEA – richiesto kit completo da ferrata
Tempo di percorrenza30 min
Dislivellocirca 100 m

Appena superato l’incrocio dei sentieri 404-403, in località “Monte de Traenanzes”, incontriamo il bivio della Scala di Minighel.
La “storica” Scala di Minighel, costruita nel 1907, resa impraticabile durante la Grande Guerra, ma ripristinata nel 1958, sale verticalmente lungo una parete rocciosa, molto spesso umida, alternata, comunque, da qualche terrazzo panoramico notevolmente largo, che permette di effettuare le pause necessarie con tutta tranquillità.

Essa è caratterizzata dalla presenza di numerosi pioli metallici, incurvati nella parte più esterna per garantire un migliore appoggio del piede, soprattutto perché codesti sono spesso umidi e, quindi, scivolosi.

Data la notevole esposizione, seppur breve, questa ferrata richiede ovviamente degli escursionisti ben esperti, con passo sicuro e che non soffrano assolutamente di vertigini.

Foto della Scala di Minighel

Sebastiano Spigolon
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Tecnico informatico

Iscritto dal 2015 presso il CAI di Padova come socio ordinario, ho deciso di creare questo sito web per condividere con tutti le escursioni che ho effettuato, sia per i neofiti che in montagna non ci sono mai stati e vorrebbero, chissà, iniziare, sia per gli escursionisti incalliti aventi già una buona esperienza dell’ambiente montano dove, ogni vostro consiglio, osservazione e parere sarà bene accetto, in quanto porterebbero una miglioria, ovviamente al sito, ma soprattutto alla mia persona. Per qualsiasi esigenza di contatto, lascio a disposizione il seguente indirizzo email: sebastiano@itineraridimontagna.it

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