Forcella Segnata e Val Montanaia dal Rifugio Padova

La Val Montanaia, situata nelle Dolomiti Friulane, da qualsiasi punto la si guardi, vanta di un panorama, a nostro avviso, tra i più caratteristici e appaganti visti sin d’ora. Al centro spunta il suo omonimo Campanile, definito anche “l’urlo pietrificato”, che ulteriormente contraddistingue e rende “unica” questa valle. L’itinerario preposto però, data la presenza di un notevole dislivello e di passaggi di II grado nella prima parte dell’anello, è altamente indicato ad escursionisti esperti con una buona dose di preparazione.

L’anello della Val Montanaia dal Rifugio Padova

Escursione ad anello impegnativa per escursionisti esperti, presso l’affascinante Val Montanaia. Partendo dal Rifugio Padova, saliamo per il canalone del sentiero CAI 357, caratterizzato da diversi passaggi di II grado, raggiungendo così la Forcella Segnata. Da qui, scendiamo per raggiungere la Val Montanaia, saliamo, in direzione nord, verso l’omonima forcella e, nuovamente, scendiamo lungo un tratto notevolmente ripido e ghiaioso sino alla Val d’Arade. Infine, seguiamo le indicazioni per il Rifugio Padova per ritornare al punto di partenza.

Difficoltà: EE
Tempi di percorrenza: 3.00 h per salire alla Forcella Segnata, 1.00 h per raggiungere il Bivacco Perugini, 1.00 h per salire alla Forcella Montanaia, 2.30/3.00 h per ritornare al Rifugio Padova
Dislivello complessivo: circa 1200 m
Punto di partenza:  Rifugio Padova 1287 m
Punto d’arrivo: Rifugio Padova 1287 m
Quota massima: Forcella Montanaia 2333 m
Presenza rifugi e/o bivacchi: Bivacco Perugini 2060 m
Segnaletica: sentieri CAI 357, 353, 342, 346
Note aggiuntive: assai consigliato munirsi di casco nei tratti: salita canalone Forcella Segnata (presenti vari passaggi di II grado) e discesca Forcella Montanaia – Val d’Arade
Mappa e traccia GPS del percorso: Scarica traccia GPX

Come raggiungere la Val Montanaia attraverso la Forcella Segnata

Parcheggiamo la macchina presso il Rifugio Padova, raggiungibile tramite una stradina asfaltata assai stretta e ripida lunga circa 5 km. Proprio in prossimità del parcheggio del rifugio imbocchiamo il sentiero CAI 357, in direzione della Forcella Segnata, che risale con buona pendenza sulla Val Ciadin, prima nel fitto bosco, per poi passare ad un’ambientazione prettamente rocciosa e ghiaiosa, caratterizzata da grandi massi, guidandoci sullo stretto canalone roccioso che risale a destra della Cima Tòro, ben visibile e segnalato man mano che ci si avvicina alle sue pareti.

Da qui, sino al raggiungimento della forcella, sarà una segnaletica rossa puntinata a guidarci lungo tutto il canale. Il sentiero, nella primissima fase caratterizzato da roccia ghiaiosa e friabile, poi dall’alternarsi di vari passaggi d’arrampicata di II grado, alcuni di questi per niente banali (vedi foto), renderanno il nostro proseguimento assai faticoso, ma ne varrà comunque la pena: il panorama che ci lasceremo alle spalle, con la veduta lontana dell’Antelao e del vasto Gruppo delle Marmarole, sarà veramente appagante e affascinante.

Raggiunta la Forcella Segnata, cominceremo a scendere dal versante opposto lungo su di un tratto di sentiero ripido e ghiaioso, ma più agevole rispetto a quello percorso precedentemente, per raggiungere, traversando a sinistra, accanto alla Cima Rosina, il tanto sospirato Campanile di Val Montanaia (meta di temerari alpinisti che si precingono a scalarlo fino alla sua cima, con consuetudine suono della campana) e il Bivacco Perugini, posto ai suoi piedi.

Salita alla Forcella Montanaia e discesa sulla Val d’Arade

Dalla Val Montanaia, riprendiamo il nostro anello salendo con notevole pendenza verso nord, lungo segnavia 353, lasciandoci a destra la Croda Cimoliana e l’omonima forcella, in direzione della Forcella Montanaia, già visibile dal bivacco, dove al suo raggiungimento la incantevole Val Montanaia merita assolutamente un ultimo sguardo.

Da questa ultima forcella cominciano scendere lungo un sentiero nuovamente ben ripido e ghiaioso: proprio per quest’ultimi motivi buona cosa è tenere le dovute distanze tra di noi e tra gli altri escursionisti che incontriamo, onde evitare di colpirli con i tanti massi presenti in questo tratto di percorso.

Superato l’ostico ghiaione, in prossimità della Val D’Arade, con fondo più agevole e favorevole per le nostre gambe, la parte finale dell’itinerario sarà caratterizzata dall’incrocio di due bivi: il primo (bivio Val D’Arade, già visibile man mano che si scendeva dal canalone) del sentiero CAI 342, proveniente dalla Forcella Monfalcon di Forni, dove seguiremo ovviamente la direzione portante il Rifugio Padova, il secondo, dove la svolta a sinistra su segnavia 346, che attraversa nuovamente il Bosco Negro, ci riporterà direttamente alla nostra auto.

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Tecnico informatico, web designer

Iscritto dal 2015 presso il CAI di Padova come socio ordinario, ho deciso di creare questo sito web per condividere con tutti le escursioni che ho effettuato, sia per i neofiti che vorrebbero, chissà, iniziare, sia per gli escursionisti incalliti aventi già una buona esperienza dell’ambiente montano dove, ogni vostro consiglio, osservazione e parere sarà bene accetto. Ti piace questo blog e ti piacerebbe averne uno anche tu? Contattami scrivendo a sebastiano@itineraridimontagna.it o visita la pagina "About me".

2 Risposte

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    Sandro Bergamo
    | Rispondi

    Buonasera. La parte iniziale della salita di forcella Segnata è attrezzata? Una relazione del 2012 riferisce di una corda fissa, ma non ne vedo traccia nelle sue foto. Grazie

    • Avatar
      Sebastiano Spigolon
      | Rispondi

      Salve,
      quando l’abbiamo fatta nel settembre del 2014 abbiamo incontrato, nella prima parte del canalone, un brevissimo tratto attrezzato con una corda (non metallica!) che può dare una mano a salire, anche se, a propria discrezione, io farei più affidamento ad utilizzare gli appigli rocciosi. Gli altri tratti, più impegnativi di quello appena descritto, non sono attrezzati.

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