Ferrata Campalani e Cima Carega

Ferrata Campalani e Cima Carega

pubblicato in: Trentino, Veneto | 0

Sulle Piccole Dolomiti, il Carega è il monte più alto dell’omonimo gruppo, che sorge vicino ai confini tra Veneto e Trentino: la sua cima può essere raggiunta in vari modi, a seconda delle proprie abilità ed esperienza. In questo caso la “conquistiamo” affrontando la via ferrata Carlo Campalani dove, una volta essa viene raggiunta, nonostante appartenga alle “Piccole” Dolomiti, il panorama è così meraviglioso ed affascinante che ripagherà sicuramente, tutte le fatiche sostenute durante l’attraversamento del tratto più impegnativo di questa uscita.

Informazioni tecniche

Difficoltà EEA
Tempi di percorrenza
  • 2.00/2.30 h: per raggiungere l’attacco della ferrata
  • 2.00 h: Ferrata Campalani e Cima Carega
  • 2.30 h: chiusura anello (sentiero 108)
Dislivello complessivo 900 m
Punto di partenza Rifugio Alpino Revolto – 1355 m
Punto d’arrivo Rifugio Alpino Revolto – 1355 m
Quota massima Cima Carega – 2259 m
Presenza rifugi e/o bivacchi Rif. Passo Pertica 1573 m – Rif. Scalorbi 1776 m – Rif. Fraccaroli 2238 m
Segnaletica sentieri CAI 186 – 109 – 192 – 183 – 108
Note aggiuntive intrapreso il sentiero che conduce alla ferrata, per raggiungerla dobbiamo imboccare una deviazione (non indicata) sulla sinistra, segnalata con punti rossi.
Mappa e traccia GPX del percorso GPSies - Ferrata Campalani e Cima Carega

Descrizione dell’itinerario

L’escursione inizia dal Rifugio Alpino Revolto imboccando i sentieri 186 e 109. Poco prima del Rifugio Scalorbi, intraprendiamo il sentiero 192 che ci condurrà, tramite un’apposita deviazione, all’attacco della ferrata Campalani. Raggiunto il Rifugio Fraccaroli, prima saliamo sulla Cima Carega, poi proseguiamo lungo il sentiero di destra CAI 108 sino al bivio della Cima Tibet. Da qui, scendiamo sul sentiero di sinistra per raggiungere, nuovamente, la forestale percorsa nella mattinata.

Raggiungiamo l’attacco della Ferrata Campalani

Dal Rifugio Alpino Revolto, intraprendiamo il sentiero forestale CAI 186 e raggiungiamo, in breve tempo, il Rifugio Passo Pertica. Continuiamo sulla forestale, lungo il segnavia 109, sino ad arrivare in prossimità del Rifugio Scalorbi, dove “usciremo” dalla forestale, svoltando nettamente a sinistra ed imboccando il sentiero 192, in direzione del Rifugio Carega-Fraccaroli.

Proseguiamo lungo quest’ultimo segnavia fino a che incrociamo il cartello portante la dicitura “Ferrata Carlo Campalani”: da qui, come prevede l’itinerario in questione, seguiamo l’indicazione per la ferrata (CAI 183) e, dopo circa 15-20 min di camminata, prestiamo attenzione alla deviazione presente sulla sinistra che conduce all’attacco, segnalata con punti rossi, ma priva di indicazioni per individuarla.

Breve descrizione, di livello personale ed amatoriale, della ferrata Campalani

La ferrata, adeguatamente attrezzata per l’intero tratto con catena e fune d’acciaio, per la maggior parte è esposta. A propria discrezione, i due punti più difficili sono, in primis, la parte iniziale, soprattutto l’attacco verticale, poiché richiede una certa agilità, esperienza e forza nelle braccia per affrontarlo e raggiungere, grazie alla presenza di una placca metallica e di uno scalino, il primo salto roccioso; il secondo punto invece è il camino, abbastanza stretto, a metà percorso. Sul resto della ferrata, invece, è garantita una costante e divertente prosecuzione, poiché non presenta passaggi particolarmente difficili da affrontare.

La Cima Carega e la discesa lungo il sentiero 108

Superato l’intero tratto di ferrata, l’escursione continua in cresta, regalandoci un favoloso panorama sulle Piccole Dolomiti circostanti, graziati anche dalla giornata assai limpida. Raggiungiamo, quindi, il Rifugio Fraccaroli e, con un breve strappo, la vicinissima Cima Carega: anche da qui il panorama è di nuovo meraviglioso e vasto, dove riusciamo perfino a scorgere il famosissimo Lago di Garda.

Scesi a ritroso dalla cima, proseguiamo la nostra camminata in direzione sud, intraprendendo il sentiero di destra N. 108 (vedi N.B.), caratterizzato da un susseguirsi di lievi sali/scendi lungo diverse creste panoramiche. Superando la statua e raggiungendo, quindi, il bivio della Cima Tibet, per ritornare sulla forestale percorsa in mattinata, scendiamo sul sentiero di sinistra (segnavia 108), in direzione del Rifugio Passo Pertica, caratterizzato, per la gran parte, dalla presenza di alcuni scaloni di roccia e di ripidi, ma brevi, tratti ghiaiosi che richiedono gambe e piedi ben allenati.
Ritornati sulla forestale, la svolta sarà ovviamente verso destra per ritornare al punto di partenza, ossia al Rifugio Alpino Revolto.

N.B.: Se desideriamo evitare la via ferrata, la Cima Carega può essere raggiunta proseguendo lungo il sentiero 192, tralasciando il bivio della Ferrata Campalani. Raggiunta la Bocchetta Mosca, svoltiamo a sinistra e saliamo lungo i diversi tornanti del sentiero CAI 157.
In caso di maltempo o eccessiva stanchezza, invece di intraprendere il segnavia 108, sarebbe preferibile imboccare, piuttosto, il sentiero di sinistra 108B, riportandoci sulla forestale o, eventualmente, i segnavia 157 e 192 che ci condurranno nuovamente al bivio della ferrata Campalani.

Foto della ferrata Campalani e della Cima Carega

Sebastiano Spigolon
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Tecnico informatico

Iscritto dal 2015 presso il CAI di Padova come socio ordinario, ho deciso di creare questo sito web per condividere con tutti le escursioni che ho effettuato, sia per i neofiti che in montagna non ci sono mai stati e vorrebbero, chissà, iniziare, sia per gli escursionisti incalliti aventi già una buona esperienza dell’ambiente montano dove, ogni vostro consiglio, osservazione e parere sarà bene accetto, in quanto porterebbero una miglioria, ovviamente al sito, ma soprattutto alla mia persona. Per qualsiasi esigenza di contatto, lascio a disposizione il seguente indirizzo email: sebastiano@itineraridimontagna.it

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