Le 52 gallerie del Pasubio: percorso ad anello

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Storia e ingegneria militare del passato: la “strada delle 52 gallerie”, appartenente al massiccio del Pasubio che codesto, durante la Prima Guerra Mondiale, è stato teatro di terribili scontri d’artiglieria tra soldati italiani ed austriaci, è uno degli itinerari che merita assolutamente di essere visitato, proprio per riflettere su quello che i nostri “antenati” italiani hanno dovuto soccombere e sacrificare per contrastarne l’avanzamento nemico. Queste gallerie, infatti, furono create appositamente per comunicare e rifornire la linea difensiva italiana posizionata sulla sommità del Pasubio che, possedeva l’arduo compito di impedire l’avanzata dell’esercito austriaco, che attaccava da valle.

Camminata sulle 52 gallerie del Pasubio e sulla Strada degli Scarubbi

Il giro delle 52 gallerie del Pasubio è un’escursione tecnicamente facile, ma che richiede, comunque, un minimo di preparazione fisica: si parte dal Rifugio Passo Xomo o, in caso di parcheggio pieno, dalla “Bocchetta di Campiglia“, si sale attraverso il sentiero delle gallerie sino a raggiungere il Rifugio A. Papa e, infine, si affronta una facile discesa lungo la Strada degli Scarubbi.

Difficoltà: E
Tempi di percorrenza: 3.00/4.00 h la salita per il sentiero delle gallerie, 2.00/2.30 h la discesa per la Strada degli Scarubbi
Dislivello complessivo: 960 m circa
Punto di partenzaPasso Xomo 1058 m
Punto d’arrivoPasso Xomo 1058 m
Quota massima: durante le gallerie 2020 m
Rifugi e/o bivacchi: Rifugio gen. Achille Papa 1929 m
Segnaletica: sentieri CAI 366, 367, 370
Note aggiuntive: indispensabile la torcia elettrica, per la presenza di alcune gallerie buie
Mappa e traccia GPS del percorso: GPSies - Strada delle 52 Gallerie del Pasubio

Il sentiero delle 52 gallerie del Pasubio dal Passo Xomo

Iniziamo la camminata delle 52 gallerie del Pasubio dal Passo Xomo, davanti all’omonimo rifugio, dove possiamo lasciare la nostra autovettura, eventualmente chiedendone il permesso. Risaliamo quindi per la strada asfaltata che porta alla Bocca di Campiglia, se vogliamo optando per il bosco, dove l’imbocco si trova di fianco del suddetto rifugio.

Raggiunta la Bocca di Campiglia, a sinistra dell’insegna inizia la salita verso le gallerie. Il sentiero CAI 366, che non presenta particolari difficoltà tecniche, è caratterizzato da un alternarsi tra vedute e scorci panoramici e, ovviamente gallerie di varie lunghezze: alcune brevi dove resta presente quel minimo di luce esterna, garantendone così il normale proseguimento, grazie anche alla presenza di alcuni pertugi, altre più lunghe, e quindi buie, dove la dotazione di una torcia elettrica diventa indispensabile, oltre comunque a dei scarponi con buona suola, nel quale il fondo roccioso, lievemente ripido, potrebbe essere umido e quindi scivoloso. Percorse tutte le 52 gallerie, all’uscita dell’ultima ci troviamo subito davanti al Rifugio A. Papa, punto d’appoggio per un’eventuale pausa cibo, avendo camminato per un minimo di 3 ore, con passo sostenuto.

Dal Rifugio A. Papa scendiamo lungo la Strada degli Scarubbi

Dal rifugio, cominciamo a chiudere l’anello scendendo dall’altro versante della montagna, imboccando il sentiero CAI 370, denominato “Strada degli Scarubbi”. Questo percorso, più largo e agevole rispetto a quello precedente, inizialmente è abbastanza lineare, successivamente si articola in una serie di lunghi tornanti che possiamo tagliarli trasversalmente, grazie al sentiero che si immerge nel bosco, segnalato dall’apposita freccia, sempre con segnavia 370, che troveremo alla nostra sinistra, indicandone appunto l’inizio. A valle lasceremo alla nostra sx la Malga Campiglia, per poi ritrovarci nuovamente davanti all’insegna delle 52 gallerie e, quindi, scendere fino al punto di partenza.

Il Cimitero “Di qui non si passa”

Dal Rifugio A. Papa, tempo ed energie permettendo, sempre sotto il profilo storico, il sentiero 120 ci conduce alla visita di alcune onoranze dedicate alle vittime della Grande Guerra, tra cui: il cimitero “Di qui non si passa”, denominato così nel 1926 dai mutilati di guerra, per ricordare i caduti della Brigata Liguria, l’Arco Romano, costruito nel 1935 per iniziativa del Comune di Schio e la Chiesetta di Santa Maria, nel 1961, per volontà del Monsignor Francesco Galloni, dove giace anche la salma del Generale Vittorio Emanuele Rossi.

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Tecnico informatico

Iscritto dal 2015 presso il CAI di Padova come socio ordinario, ho deciso di creare questo sito web per condividere con tutti le escursioni che ho effettuato, sia per i neofiti che vorrebbero, chissà, iniziare, sia per gli escursionisti incalliti aventi già una buona esperienza dell’ambiente montano dove, ogni vostro consiglio, osservazione e parere sarà bene accetto. Per info e contatti: sebastiano@itineraridimontagna.it e pagina "About me".

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